Emilia Romagna

Marcia per la pace divide Bologna


Bologna apre il 2026 con la tradizionale marcia per la pace del 1 gennaio. Un appuntamento che si ripete da anni e che anche questa volta ha portato in strada circa un migliaio di persone.

La prima parte, alle 14.45 in piazza VIII Agosto, è stata l’unica a vedere insieme tutte le comunità religiose cittadine. Qui si è svolto l’appello interreligioso, con la presenza del cardinale Matteo Maria Zuppi, del sindaco Matteo Lepore e dei rappresentanti delle comunità cristiana, islamica ed ebraica.

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Zuppi: “Non possiamo mai abituarci ai bollettini di morte”

A margine dell’iniziativa, Zuppi ha spiegato il senso della giornata: “Il miglior passo con cui si possa iniziare questi giorni è sperare che la pace non sia un’illusione o qualcosa di opzionale, ma decisiva. Senza il diritto c’è solo la forza ed è molto pericoloso per tutti. Non possiamo mai abituarci alla guerra, ai bollettini di morte, sofferenza e tragedia”. E ancora: “Dobbiamo recuperare con determinazione il dialogo e le alleanze necessarie per vivere insieme”.

Baradai: “Il governo riporti il dialogo tra le comunità”

Sulla stessa linea il nuovo presidente dell’Ucoii Yassine Baradai, presente alla partenza: “In tempi così difficili dobbiamo testimoniare tutti quanti insieme. La cittadinanza deve avere questo segnale e continuare a credere nella pace e nel dialogo come strumenti unici”. Quanto alle istituzioni, ha aggiunto: “Ci aspettiamo che il governo faccia gli interessi di tutti gli italiani e riporti il dialogo come strumento importante tra le varie comunità”.

De Paz: “Pace non politica, al Nettuno non ci saremo”

La seconda parte della manifestazione, alle 15.30 in piazza Nettuno, non ha però visto la partecipazione di tutte le realtà presenti all’avvio. Tra gli interventi previsti c’era quello del rabbino statunitense Jeremy Milgrom, figura nota per il suo impegno pacifista e per le posizioni critiche verso la politica israeliana, invitato dagli organizzatori per portare una testimonianza sul conflitto in Medio Oriente.

Il presidente della Comunità ebraica di Bologna Daniele De Paz ha scelto di fermarsi alla sola partenza in piazza VIII Agosto. “Non saremo presenti alla seconda parte della manifestazione, non è una critica, è un’idea”, ha spiegato. “Pensiamo che la pace non debba appartenere alla politica o a posizioni che rischiano di dividere. Deve essere universale, per tutti e di tutti”. Una decisione annunciata già alla vigilia, legata anche alle modalità di definizione del programma e alla scelta degli ospiti.

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