Puglia

Chiusura delle centrali a carbone, il Governo abbandona i lavoratori Enel


BRINDISI – La tanto attesa decisione governativa sul futuro delle centrali a carbone di Brindisi e Civitavecchia si è risolta in un nulla di fatto. “È la soluzione peggiore che potessimo aspettarci”, tuonano i rappresentanti sindacali di Filctec Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil. L’esecutivo, infatti, ha optato per una non-scelta, lasciando che le autorizzazioni giungano naturalmente a scadenza il 31 dicembre 2025, senza emanare alcun decreto ufficiale.

Per la centrale di Brindisi, questo significa lo spegnimento dell’Unità 3 allo scoccare della mezzanotte, con la necessità di avviare le prime operazioni di messa in sicurezza degli impianti e dello stock di carbone residuo. L’Enel si trova ora in una posizione delicata, dovendo decidere se mantenere gli impegni presi durante i tavoli ministeriali e l’ultimo incontro in Prefettura del 23 dicembre. Senza un indirizzo chiaro da parte del Governo, come sottolineano Antonio Frattini, Ugo Galiano e Carlo Perrucci, “è a rischio il piano che garantirebbe lavoro al personale diretto e dell’indotto per i prossimi 24-30 mesi”.

“Questa non-decisione – concludono i segretari di Filctec Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil – rischia di compromettere tutto il percorso finora pianificato, dalla fase di smontaggio fino alla valutazione dei progetti previsti nell’accordo di programma. È un colpo durissimo per il territorio e per i lavoratori”.

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