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Intossicazione alimentare a Campobasso, morte madre e figlia: cosa sappiamo finora

Antonella Di Ielsi e la figlia quindicenne Sara Di Vita sono morte tra sabato e domenica all’ospedale Cardarelli di Campobasso. Erano state rimandate a casa due volte dal Pronto Soccorso dove erano andate lamentando forti dolori probabilmente a seguito della cena di martedì 23 dicembre. La causa della morte potrebbe essere una intossicazione alimentare, ma l’inchiesta è aperta e gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi in attesa degli esiti degli accertamenti tecnici e tossicologici. Le due donne sono morte sabato.

Cinque persone sarebbero state iscritte nel registro degli indagati fra medici e personale sanitario dell’ospedale molisano in servizio nei giorni in cui le due donne sono andate al Pronto Soccorso e sono state per due volte rimandate a casa con la diagnosi di una semplice gastroenterite il 25 e il 26 dicembre. Il fascicolo comprende varie ipotesi di reato fra cui l’omicidio colposo plurimo secondo quanto riporta l’agenzia Lapresse.

Quando sono tornate una terza volta era ormai troppo tardi e la situazione è precipitata velocemente. Anche marito e padre delle vittime, Gianni Di Vita, commercialista 55enne, si è sentito male negli stessi giorni: è stato ricoverato nel reparto di Medicina d’Urgenza dell’ospedale e poi trasferito domenica all’Istituto Spallanzani di Roma. Sarebbe in condizioni stabili, in rianimazione ma è sottoposto ad accertamenti specialistici. Sono stati disposti controlli anche per la figlia maggiore, 19 anni, che non ha sintomi e non avrebbe cenato a casa a Natale.

Il lavoro dell’inchiesta è prima di tutto quello di ricostruire ciò che è accaduto nella cena, ma anche nei vari passaggi ospedalieri. In un primo tempo si è parlato di un pasto a base di pesce con frutti di mare, ma la famiglia aveva mangiato anche funghi. Si cerca l’eventuale agente responsabile dell’intossicazione. Per questo domenica 28 dicembre gli agenti della Squadra Mobile di Campobasso hanno sequestrato alimenti nell’abitazione di Pietracatella dove la famiglia aveva consumato i pasti natalizi con altre persone oltre alla cena del 23 dicembre. Sono stati recuperato anche rifiuti fra cui gusci di frutti di mare, oltre a prodotti e barattoli vari.

Dall’altra parte la ricostruzione della sequenza degli eventi sanitari con l’acquisizione delle cartelle cliniche e dei referti ospedalieri. Si cerca di capire cosa è successo negli accessi al pronto soccorso nei giorni precedenti alle morti delle due donne. Sono state disposte le autopsie per entrambe che dovrebbero essere fatte mercoledì. Si ipotizzano botulino, listeria, epatite fulminante, ma anche una intossicazione chimica.

A Repubblica ha parlato Vincenzo Cuzzone, responsabile del reparto di Rianimazione del Cardarelli: «I quadri clinici hanno avuto un’evoluzione veramente rara che ha portato rapidamente al decesso nonostante le forme di supporto intensive che abbiamo messo in atto. Hanno cominciato ad avere i sintomi dopo un pasto, ma sono notizie frammentarie. C’è stata un’insufficienza epatica e poi una cascata di eventi, uno dopo l’altro, con una rapidità veramente unica che ha portato a un’insufficienza multiorgano».


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