Società

Nel Bronx, alla scoperta della (vera) Little Italy

Proseguono le celebrazioni dei 400 anni della fondazione di New York da parte degli olandesi con un fitto calendario di iniziative all’insegna della (ri)scoperta di tutti i suoi boroughs e delle comunità che hanno rinfocolato nei secoli il sogno americano.

La «città che non dorme mai» nei secoli ha visto insediarsi inglesi, scozzesi, tedeschi, francesi ugonotti, ebrei sefarditi, africani e in ondate più recenti di irlandesi, portoricani, asiatici e ovviamente italiani, il cui quartier generale viene generalmente identificato con la Little Italy di Manhattan. Nei decenni però quella di Manhattan ha perso il suo lato più autentico per acquisirne uno quasi caricaturale, mentre la sua omonima del Bronx conserva strette le sue origini grazie a italiani di seconda e terza generazione che si affollano soprattutto la domenica e prima delle feste comandate per prenotare pasta fresca e piatti della tradizione.

Ed è proprio per restituire prestigio e visibilità ai distretti meno interessati dal mainstream che l’ufficio turistico di New York ha promosso il programma Founded By NYC che celebra attraverso concerti, festival, tour storici e walking route tematiche che attraversano tutti e cinque i quartieri la trama multiculturale e storica della città.

Nel Bronx alla scoperta della  Little Italy

Il lento Rinascimento del Bronx

La prima immagine mentale che abbiamo di New York è quella dello skyline di Manhattan e forse delle warehouse riconvertite a centri culturali di Brooklyn. All’album fotografico di un viaggio nella Grande Mela spesso mancano rappresentazioni del Bronx e del Queens silenziati da un passato segnato da insicurezza sociale e da una minore presenza di istituzioni culturali monumentali che li ha tagliati fuori dal flusso del «turismo da cartolina».

Seppur a passo lento però, entrambi i quartieri stanno vivendo un loro personale Rinascimento grazie a investimenti per nuovi progetti culturali, come ad esempio il Bronx Point nel South Bronx, una struttura di 50.000 mq che aprirà in più fasi e comprenderà case, negozi, spazi pubblici e spazi culturali, tra cui l’Universal Hip Hop Museum.


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