Centrali a biomassa, incentivi tagliati. «In Calabria duemila posti a rischio»
Il “decreto bollette” che prevede di ridurre gli incentivi pubblici per le centrali a biomassa mette a rischio l’occupazione di duemila lavoratori, tra diretti, indiretti e indotto, dei quattro impianti calabresi: Crotone, Cutro, Strongoli e Rende. L’allarme arriva dai segretari regionali della Filctem Cgil, Antonio Mangano, della Flaei Cisl, Antonio Mallone, e della Uiltec Uil, Vincenzo Celi. I quali si rivolgono alla Regione guidata dal presidente Roberto Occhiuto e al governo della premier Giorgia Meloni per «avviare un confronto serio e urgente» sul taglio dei contributi economici per i poli che producono energia elettrica mediante la combustione di materiale legnoso. L’obiettivo – spiegano i sindacati – è quello di «preservare e potenziare il comparto delle bioenergie per l’autonomia energetica e per l’occupazione di migliaia di lavoratori calabresi e italiani».
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