Marche

dopo i lupi e le volpi ecco la foca di Natale

ANCONA Numana, tre giorni fa, è la vigilia di Natale. La signora Antonietta Cucca sta facendo jogging e corre verso la Spiaggiola, dietro il porto. All’imbocco della spiaggia osserva dei ragazzi che indicano verso qualcosa, là dietro la duna. Un esemplare di foca monaca sta scendendo giù, scivolando verso il mare.

Antonietta, mantenendosi a debita distanza, estrae il telefono e registra un video che in poche ore fa il giro del web e dei media nazionali. Tutti gli occhi sono puntati su Numana e sull’animale che, nel giro di poche ore, fa capolino di nuovo. Questa volta, tuttavia, i passanti non si mostrano rispettosi come Antonietta. «Il 25 è tornata e si è accoccolata sotto le nicchie della spiaggia. Un signore si è avvicinato troppo, l’ha quasi molestata e lei ha iniziato a fuggire, scappando sul cemento – s’infervora Antonietta- È da irresponsabili, gli esperti dicono che questi animali vanno lasciati in pace».

L’esperto

«La foca sta facendo la muta, ha bisogno di riposarsi, deve riuscire a stare almeno 24 ore tranquilla», spiega Lele Coppola, presidente del gruppo “Foca Monaca”, associazione affiliata al Wwf, con cui sta realizzando il progetto “Life adapts” per la tutela della foca. «Grazie all’intuizione del dottor Coppola, che ha persino proposto di mettere in palio un premio da mille euro per chi lo avrebbe fatto, abbiamo lanciato una sorta di presidio.

Si tratta di un comitato civile, che ha l’obiettivo di sorvegliare che nessuno si avvicini troppo all’animale», spiega Antonietta Cucca.

Ieri mattina, in seguito a un’ordinanza, sulla spiaggia sono comparse delle transenne e il parco del Conero ha emesso un vademecum con i giusti comportamenti da tenere. Ieri, nell’alba di Santo Stefano, la foca è tornata. Questa volta era adagiata in un altro punto della baia, sulla spiaggia di Portonovo. Anche qui è stata vittima dei comportamenti sbagliati di un signore che, credendola un animale in difficoltà, l’ha spinta verso il mare. «Lei, invece, avrebbe avuto bisogno di riposare a terra», sottolinea Coppola.

Quello con la foca è solo l’ultimo di una serie di incontri ravvicinati del terzo tipo, ormai all’ordine del giorno per chi vive in provincia. L’anno scorso era stata la volta dei cinghiali che, passeggiando, erano arrivati davanti a Palazzo del Popolo. Poi quest’anno sono arrivati i lupi che, dalla collina, sono scesi fino al centro città. Proprio la settimana scorsa, sono stati visti passeggiare nella zona del Passetto, il giorno della Vigilia erano al Piano. Circa un mese fa c’era stata una lunga serie di avvistamenti, culminata con la sparizione di un cagnolino, proprio sotto gli occhi della sua padrona, in un parco di via Manzoni, vicino all’Inrca.

E ancora, ci sono state segnalazioni anche a Portonovo, nel pieno del Parco del Conero, e in zone altamente antropizzate come Tavernelle e Monte Dago. Sono aumentati pure gli avvistamenti di volpi, un esemplare è stato avvistato nei giorni scorsi alle Tavernelle. Durante il periodo delle feste, invece, protagonista è la foca monaca. Gli esperti chiariscono che le cause sono diverse, e dipendono da specie a specie. In ogni caso la raccomandazione è sempre la stessa: prestare la massima attenzione e rispettare gli animali, cercando di fargli percepire il meno possibile la nostra presenza. Gli incontri continueranno, l’ambiente è in preda a grandi stravolgimenti, la fauna sta cambiando le sue abitudini. Dovremo farci i conti, imparare a conoscere questi animali e, soprattutto, a rispettarli.

«Magari la foca si ricorderà di aver trascorso un bel soggiorno qui – chiosa Coppola – E potremmo rivederla l’anno prossimo, più adulta o matura. Chissà che poi non decida di iniziare un’attività riproduttiva dalle vostre parti. Potrebbe essere un bellissimo regalo di Natale».




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