Cultura

Oscar, James Cameron attacca l’Academy: la fantascienza non viene mai premiata

Quando James Cameron parla, Hollywood ascolta. E quando il regista di Titanic e Avatar decide di puntare il dito contro l’Academy, le sue parole pesano come macigni. In una recente intervista rilasciata a Barry Hertz del Globe and Mail canadese, Cameron ha lanciato un attacco frontale agli Oscar, criticando apertamente il trattamento riservato alla fantascienza e, in particolare, le clamorose esclusioni di Denis Villeneuve dalle nomination come miglior regista per entrambi i suoi film di Dune.

La dichiarazione è arrivata diretta, senza filtri, nel classico stile cameroniano: “Denis Villeneuve ha realizzato due magnifici film di Dune e apparentemente questi film si fanno da soli, perché lui non è stato considerato come regista, nemmeno dalla Directors Guild. Okay, puoi giocare al gioco dei premi oppure puoi giocare al gioco che piace a me: fare film che la gente va effettivamente a vedere. Scusate“. Una stoccata che non lascia spazio a interpretazioni e che riaccende il dibattito sul rapporto tra cinema d’autore, successo commerciale e riconoscimenti accademici.

Dune – Warner Bros.

Cameron non è nuovo a questo tipo di prese di posizione. Il regista ha ammesso candidamente di non pensare più molto agli Academy Awards quando sviluppa, realizza o promuove un film. “Non cerco di fare un film per piacere alla loro sensibilità“, ha spiegato, sottolineando come l’Academy tenda sistematicamente a ignorare opere di fantascienza come la sua saga di Avatar. “La fantascienza non viene quasi mai riconosciuta come dovrebbe“, ha aggiunto, mettendo il dito nella piaga di un pregiudizio che affligge l’industria cinematografica da decenni.

Eppure, parlando di Oscar, Cameron è tutt’altro che uno sconosciuto. Il suo Titanic ha fatto la storia dell’Academy con 14 nomination e 11 vittorie, inclusi i premi per miglior film e miglior regia. Con queste cifre, Titanic condivide il record di film più nominato nella storia degli Oscar insieme a Tutti insieme appassionatamente e La La Land, mentre le 11 statuette conquistate lo pongono allo stesso livello di Ben-Hur e Il Signore degli Anelli: Il ritorno del re. Insomma, Cameron sa bene cosa significa vincere agli Oscar, e proprio per questo la sua critica acquista ancora più peso.

Titanic – 20th Century Fox

Il caso Villeneuve è emblematico. Dopo che il regista canadese era stato escluso dalla cinquina dei migliori registi per il primo Dune nel 2022, Josh Brolin, uno degli attori protagonisti del film, aveva lanciato un appello disperato: “Se non viene nominato quest’anno, smetterò di recitare“, aveva dichiarato a Variety prima dell’uscita di Dune: Parte Due. “È un film migliore del primo. Quando l’ho visto, mi sembrava che il mio cervello si fosse aperto. È magistrale, e Denis è uno dei nostri maestri registi. Se gli Academy Awards hanno un qualche significato, lo riconosceranno“.

La storia si è ripetuta. Nonostante l’acclamazione di critica e pubblico per Dune: Parte Due, l’Academy ha nuovamente ignorato Villeneuve nella categoria migliore regia. Brolin, con amarezza ma anche con classe, ha commentato: “Apparentemente dovrò smettere di recitare perché Denis Villeneuve non è stato nominato. È così che funziona questa cosa. Non ha senso per me. Va bene così. Tu e Joe Walker ve lo meritavate. È un film straordinario, ancora migliore del primo“.

Avatar 3 – 20th Century Fox

Il discorso di Cameron, però, va oltre il singolo caso. Il regista sta mettendo in discussione l’intera filosofia che guida le scelte dell’Academy. Da una parte ci sono film che piacciono ai votanti, spesso opere drammatiche, biografiche o storiche realizzate con budget modesti e storie “umane”. Dall’altra, ci sono colossi come Avatar o Dune, film che ridefiniscono il linguaggio cinematografico, che portano milioni di spettatori nelle sale e che rappresentano l’apice dell’innovazione tecnologica e narrativa. Eppure, quest’ultimi vengono sistematicamente trattati come cittadini di serie B nella corsa agli Oscar.

Mentre il dibattito infuria, Cameron continua per la sua strada. Avatar: Fuoco e Cenere, il terzo capitolo della saga, è ora nelle sale cinematografiche, pronto a dimostrare ancora una volta che il successo commerciale e l’innovazione artistica possono convivere. Forse non conquisterà l’Oscar per la miglior regia, ma conquisterà sicuramente qualcosa di più duraturo: l’immaginazione di milioni di spettatori in tutto il mondo.


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