Cultura

La Disney nel 2025 tocca di nuovo i 6 miliardi al boxoffice mondiale, non ci riusciva dal 2019: grazie a quali film?


Era dal 2019 che la Disney non raggiungeva i 6 miliardi di dollari incassati al botteghino mondiale: considerando che ci sono state anche performance traballanti, quali sono allora i film che hanno fatto ingranare la quinta?

Fino a diversi anni fa, era abbastanza normale che la Disney fosse avanti agli studios hollywoodiani concorrenti: il CEO Bob Iger lasciò così l’azienda in mano al suo successore Bob Chapek, che dal 2020 al 2022 fu travolto dalla pandemia e da scelte discusse (come lo sbilanciamento del budget sullo streaming). Iger è tornato a fine 2022, forse nel periodo di minima popolarità del marchio. Tra contestazioni di politicamente corretto e diverse cadute al botteghino, fino ad oggi la major non aveva più raggiunto le vette pre-pandemiche, dopo aver toccato i 6 miliardi di dollari al boxoffice mondiale per quattro anni di fila, dal 2016 al 2019. Dopo diverse “pulizie di primavera”, tra cui ridimensionamento delle produzioni streaming e già dal 2023 scrematura dei contenuti più “woke” che irritavano una parte del pubblico, la ripresa passa ancora da quei 6 miliardi, come si legge su Hollywood Reporter. Ma grazie a quali film?


Lilo & Stitch, Zootropolis 2 e Avatar: Fuoco e Cenere riportano la Disney ai 6 miliardi annuali

Se passiamo in rassegna le uscite Disney del 2025, sono in realtà una manciata i film che con la loro performance al botteghino mondiale hanno garantito o stanno garantendo il traguardo simbolico dei 6 miliardi di dollari per l’azienda. Il remake dal vero di Lilo & Stitch, uscito a maggio, ha raccolto 1.038.000.000 di dollari (budget 100 milioni, secondo Deadline). Zootropolis 2, uscito a fine novembre, è a quota 1.286.000.000 mentre scriviamo (budget di 150 miloni, stando ad Animation Magazine). Avatar: Fuoco e Cenere ha cominciato da poco la sua corsa: pare sia costato sui 400 milioni (fonte: Variety), ma in poco più di una settimana è già a 472.600.000, per cui è quasi matematico che si unirà al “club del miliardo”.

È interessante notare come il resto dei film che fanno capo alla Disney abbia contribuito alla somma, ma in modo minore, a prescindere dall’essere stato un successo o meno. Oltre alla performance “tiepida” di I Fantastici 4: Gli inizi (522 milioni l’incasso, oltre 200 il costo) e Captain America: Brave New World (415 per 180), ci sono stati anche flop insindacabili: Biancaneve (205 per 250), Tron: Ares (142 per circa 200), Predator: Badlands (184 per 105) e il povero Elio (154 per 200 ca.). Ancora una volta, si capisce come per una major ci siano altri fattori da tenere in conto, al di là degli esiti di un singolo lungometraggio: uno è di certo l’immagine, perché quella tradizionale disneyana è stata decisamente ripristinata con portabandiera come Zootropolis 2 e Lilo & Stitch, beniamini moderni del pubblico. L’altro fattore, molto chiaro per chi detiene azioni del gruppo, è il globale tornato alle vette prepandemiche. Personalmente ci sembra che una Marvel traballante e la strategia dei grandi marchi non paghino in automatico, numeri alla mano, per cui terminati i festeggiamenti ci sarà da lavorare sodo, perché di rendita si vive fino a un certo punto.

Per la cronaca, al secondo posto degli incassi mondiali del 2025 c’è la Warner Bros., con 4.300.000.000 dollari: speriamo che Netflix, in procinto di completarne l’acquisizione, ricordi questo “dettaglio”, quando deciderà come gestire l’approccio a un mercato cinematografico mai perseguito sul serio dal colosso dello streaming… ed evidentemente in salute.
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