Scienza e tecnologia

la console anni ’90 che trasformava i codici a barre in potenti mostri da battaglia!

Nei primi anni ’90 spopolava il Game Boy, riscuoteva un discreto successo il Game Gear e andavano ancora di gran moda i videogiochi portatili a a cristalli liquidi stile GIG Tiger, ma chi è stato un bambino in quel periodo ricorderà anche un altra console portatile, protagonista di pubblicità in TV e sulle riviste: Barcode Battler!

Barcode Battler esce nel 1991 in Giappone e l’anno dopo in Europa, riscuotendo un buon successo in Asia ma venendo snobbata in Occidente, nonostante gli spot TV accattivanti. Ma in sostanza, di cosa si trattava?Effettivamente di una console portatile, seppur molto limitata dal momento che il piccolo schermo monocromatico mostrava di fatto solamente sequenze di numeri e codici, frutto del risultato della lettura di codici a barre di qualsiasi prodotto.

Esatto, Barcode Battler era di fatto un lettore di codici a barre e prometteva di generare mostri, guerrieri e altri personaggi da qualsiasi codice a barre, da qui la caccia ai prodotti che generavano le creature più potenti.E noi giovani dell’epoca via, a ritagliare codici a barre dalle confezioni della pasta o delle merendine per darle in pasto al nostro fido Barcode Battler.
Esistevano anche delle carte speciali incluse nella confezione, mentre non si ha notizia di bustine di carte vendute separatamente.Purtroppo l’assenza di vere e proprio grafiche su schermo ha sicuramente limitato il fascino del gioco, collezionare eroi da mandare in battaglia era divertente fino ad un certo punto, dal momento che l’unica rappresentazione del proprio personaggio era data da una lunga sequenza numerica a rappresentare varie statistiche come la potenza e la resistenza.

Una bella idea ma di fatto il divertimento finiva molto presto, sopratutto in un mondo dominato dal Game Boy che poteva restituire di fatto la sensazione di avere un piccolo NES in tasca.Forse l’errore è stato proprio questo, posizionare Barcode Battler sul mercato con un prezzo piuttosto alto (vicino alle 150.000 lire), scontrandosi con console ben più performanti e dal minor prezzo.

In Giappone, è uscita anche una seconda versione del Barcode Battler, con tanto di uscita e cavo per collegarsi alle console Nintendo e interagire con una serie di videogiochi dedicati, mai pubblicati in


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