Primi indizi sui rapinatori dei fucili dei cacciatori della Piana di Gioia Tauro
Le ultime rapine ai danni di cacciatori, consumatesi nella mattinata del 14 dicembre, hanno contribuito ad alzare ancora di più, se possibile, l’attenzione di istituzioni e opinione pubblica su un fenomeno che sta mettendo in apprensione un territorio vasto tra le province di Reggio Calabria e Vibo Valentia.
Solo domenica scorsa, sulla SP52 tra Laureana di Borrello e Rosarno, sono stati sette i cacciatori oggetto di aggressione e furto a mano armata. E poi gli episodi sul territorio di Melicucco nelle ore successive.
Un lungo elenco che non lascia tranquillo il mondo venatorio e crea apprensione anche tra automobilisti e agricoltori che transitano abitualmente su quelle strade.
Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro stanno valutando alcuni dettagli riportati nelle denunce. Anzitutto, una delle vetture utilizzate dai malviventi sarebbe una Skoda “Fabia” verde presumibilmente riverniciata di recente (come da residuo ritrovato sull’auto della vittima) e con la targa su un cartoncino attaccato sul lato posteriore. L’accento marcatamente pianigiano di uno dei rapinatori smonterebbe poi l’ipotesi di un commando composto da cittadini di origine straniera. Infine, è in corso di verifica l’eventualità di alcune tracce lasciate dagli stessi aggressori durante gli assalti.
Secondo alcune vittime, inoltre, durante la rapina sulla strada sarebbero passate altre macchine e una di queste sarebbe stata fermata per un ulteriore colpo in contemporanea. Per quanto riguarda le modalità delle rapine, non ci sarebbero grosse differenze rispetto a quelle denunciate a ottobre e novembre.
Source link




