Cultura

I Migliori 10 film del 2025

Classifica redatta da MC & Valerio Lupi

10. UNA FIGLIA
di Ivano De Matteo

Ogni volta che De Matteo girerà un film (più o meno uno l’anno) noi lo inseriremo sempre nella nostra lista dei preferiti. Un regista essenziale, senza fronzoli. De Matteo sbatte la storia in faccia agli spettatori, non giudica i soggetti in scena, vuole che siano gli stessi spettatori a tirare le somme. C’è sempre una parte lesa, un soggetto soccombente, non è lui ad indicarlo ma il pubblico a capirlo. Un cinema realtà, azzarderei neorealista. L’unico al momento in Italia a praticare questa strada. Grazie.

9. BETTER MAN
di Michael Gracey

Ovvero come elevare il biopic di una popstar di prima grandezza a qualcosa di più importante e multiforme, che va dal dramma psicologico all’incubo psicotropo jodorowskiano.

8. TOGETHER
di Micheal Shanks

Non sappiamo se le ambizioni del regista fossero così alte da indurre ad una lettura stratificata del film da lui stesso diretto, rimane comunque una costruzione scenica ben delineata all’interno della quale probabilmente, il cambiamento dei corpi non è fine a stesso. “Together” è il più classico dei body horror alla Cronenberg, senza però la stessa cattiveria del regista canadese. Se queste sono le promesse, in futuro arriverà anch’essa. 

7. TRAIN DREAMS
di Clint Bentley

Un film sul costo del tempo sottratto a quello che conta davvero, sul progresso e sull’impassibilità della natura. Raccontati con tocco poetico e una fotografia degna di Terrence Malick

6. UNA BATTAGLIA DOPO L’ALTRA
di P.T Anderson

Il caso cinematografico dell’anno: uno di quei rari momenti della storia del cinema nel quale critici e pubblico sono in sintonia. Autorialità ed intrattenimento in “Una battaglia dopo l’altra”, trovano un punto di incontro. A nostro avviso la storia, se pur interessante, rimane molto legata alle dinamiche sociali tipicamente statunitensi e difficilmente codificabili al primo impatto. O meglio la comprensione c’è, sembra però una storia vecchia, già vista. In poche parole se “Quinto Potere” ci ha annunciato una società che andava schiantandosi nel tubo catodico , Una battaglia dopo l’altra sembra invece descrivere un qualcosa che già conosciamo e non può essere annunciato. Rimangono su tutte due cose: le interpretazioni di tutti gli attori, l’inseguimento epico alla fine del film. Sicuramente da vedere. 

5. A HOUSE OF DYNAMINITE
di Kathryn Bigelow

Un action movie senza azione, un film di spie con I segreti rivelati dal primissimo minuto. Alla Bigelow più che la tensione interessa il caos in cui potremmo sprofondare da un momento all’altro se…e lo fa esplodere sullo schermo, giusto sulle nostre facce. 

4. SINNERS
di Ryan Coogler

Horror, action movie, film storico su schiavismo e black music, il film di Coogler mischia mille generi con ritmo e piglio accattivanti. Il futuro del cinema mainstream dovrebbe passare per opere come questa. 

3. ETERNITY
di David Freyne

 Cosa fareste se una volta passati a miglior vita, foste posti davanti all’obbligo di scegliere un’eternità a vostro piacimento? Non andiamo oltre nel racconto per non rovinarmi le varie sorprese di cui “Eternity” è costellato. Una commedia brillante che ragiona sull’aldilà, umanizzandola a tal punto da rappresentarla come una grandissima stazione ferroviaria di una qualsiasi città del mondo. Un film che potremmo definire felice, sia per i colori in scena (a dir poco sgargianti), sia per le scelte di sceneggiatura che sono in totale controtendenza con gli archetipi di vita di successo dominanti in questa epoca così contraddittoria e feroce. Un film che ci voleva. 

2. SIRAT
di Oliver Laxe

Il vincitore del premio per la regia all’ultimo festival di Cannes è un’esperienza filmica tanto immersiva da provocare sensazioni fisiche. Un film crudele e ipnotico come la techno più dura, che non risparmia nulla e nessuno. 

1. LA CITTA’ PROIBITA
di Gabriele Mainetti

Forse in molti si sono già abituati al cinema di Mainetti e di conseguenza danno per scontate le sue opere cinematografiche. Se “Geeg Robot” viene considerato il suo zenit è chiaro che tutto ciò che verrà dopo non sarà preso completamente in considerazione. “La Città Proibita” è un bellissimo film. Le interpretazioni degli attori sono all’altezza della loro fama e la storia è intrecciata nel modo che noi piace di più: ci sono i buoni, ci sono i cattivi, in mezzo ci sono solo tante arti marziali. La visione varrebbe la pena solo per la trasformazione di Piazza Vittorio (Roma) in una Chinatown alla Carpenter. Ci auguriamo di non aspettare troppi anni per un’ulteriore perla del maestro.


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