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Dalle tradizioni della vigilia al presepe: 11 cose che dovete sapere sul Natale

È storia antica e affascinante quella che colloca al 25 dicembre il giorno di Natale. Questa data per il Natale non è scontata come lo sentiamo noi e non c’è solo la tradizione cristiana (cattolica e protestante), ma anche quella pagana. Nessun Vangelo indica questa data che è stata scelta come quella della nascita di Gesù. Come per quasi tutte le feste comandate, anche dietro al Natale ci sono un rito o una credenza antichi a partire dai festeggiamenti pagani per il sole che torna a trionfare dopo le tenebre del solstizio d’inverno. Per togliere qualche altra certezza sappiate che Babbo Natale non è sempre esistito e anche sull’abete e l’agrifoglio ci sono versioni diverse da nazione a nazione.

Natale

Il significato letterale della parola Natale è nascita. Ovviamente per la tradizione cristiana è il giorno della nascita di Gesù Cristo, ma c’era prima la rinascita del Sole nel periodo dell’anno in cui, dopo il solstizio d’inverno, si allungavano le giornate. La data poi non coincide con quella della nascita di Gesù, che nessuno conosce esattamente e non è citata nei Vangeli.

Dies Natalis Solis Invicti

Il latino Dies Natalis Solis Invicti è il giorno della nascita del sole non sconfitto. È questa la festa pagana che combacia, come data, con il Natale. Fra il 24 e il 25 dicembre il sole rinasce dopo le giornate più buie dell’anno attorno al solstizio d’inverno, fra 21 e 22 dicembre. Nello stesso periodo i romani celebravano i Saturnalia. Il dio Mitra si celebrava, nel terzo secolo dopo Cristo, proprio nella giornata del 25 dicembre, portato dall’imperatore Eliogabalo e dalla tradizione dell’Oriente. Fu l’imperatore Aureliano, nel 274 d.C., a consacrare invece il tempio del Sol Invictus. Negli stessi anni nella parte orientale dell’Impero si celebrava la nascita di Gesù il 6 gennaio.

336 D.C.

Il Cronografo del 354, un documento scritto sull’impero romano, dice che nel 336, la nascita di Gesù veniva celebrata il 25 dicembre. Solo nel 380 con l’editto di Tessalonica il cristianesimo divenne unica religione dell’impero e scomparve il culto del Sol Invictus.

Tradizione cristiana

Secondo quanto riportato dai vangeli Gesù nacque in una grotta di Betlemme da Maria che era andata nella città natale di Giuseppe per un censimento che gli storici identificano con quello del 6 d.C. disposto dal governatore romano Publio Sulpicio Quirinio nelle province di Siria e Giudea. Si parla di Erode che sarebbe morto nel 4 d.C.. Tutte date attorno a quello che consideriamo l’anno zero, che è una convenzione storica. Nessuno dei Vangeli indica in quale anno e in quale mese dell’anno potrebbe essere nato Gesù. Ci sono state proposte varie per la data di nascita di Gesù: 18 novembre, 28 marzo, 20 maggio. La data del 25 dicembre è una cristianizzazione di feste pagane.

Presepe

La tradizione del presepe ricostruisce quanto raccontato dagli evangelisti con il bimbo deposto in una mangiatoia, i pastori in adorazione, che saprebbero più di primavera che di inverno anche se siamo in Medio Oriente, chiamati dagli angeli. Il vangelo di Luca lo racconta al capitolo 2, come quello di Matteo. I vangeli apocrifi, esclusi dalla Bibbia, riportano invece i particolari di bue e asinello a scaldarlo, come i nomi dei Magi.

Il primo presepe è quello voluto da San Francesco d’Assisi durante il giorno di Natale del 1223, a Greccio. Questa rappresentazione comprende solo la natività: in una grotta con la mangiatoia, il bue e l’asino. Fu lui a narrare la storia alla gente accorsa. Narrazioni simili con i personaggi si svolgevano nelle chiese: sacre rappresentazioni che si tenevano in occasione del Natale. Spiega la Treccani che dopo il 14esimo secolo nacquero i primi allestimenti plastici permanenti, spesso di grandi dimensioni, che tendevano a mantenerne lo spirito di realistica rievocazione; caratteristici i presepi lucani e pugliesi, ambientati su un monte. I francescani e i domenicani diedero impulso alla diffusione del presepe in Italia e in tutta l’Europa centrale. Il più antico presepe italiano conservato, almeno in parte, è quello di Arnolfo di Cambio del 1280 circa in S. Maria Maggiore a Roma. Nel 17esimo secolo si diffusero i presepi mobili, allestiti anche nelle case, con tanti personaggi. Il massimo sviluppo arrivò nel 18esimo secolo a Napoli o Genova.

Non solo 25 dicembre

Per cattolici, protestanti e ortodossi che seguono il calendario gregoriano è questa la data del Natale, ma la chiesa armena apostolica lo festeggia il 6 gennaio e si va al 7 gennaio per gli ortodossi con il calendario giuliano. Oliver Cromwell nel Seicento lo cancellò dalla tradizione anglicana. Il Papa celebra la messa nella notte fra 24 e 25 dicembre. È alla mezzanotte che nasce il Salvatore (le messe però quest’anno sono anticipate causa coprifuoco per Covid). A mezzogiorno la benedizione Urbi et Orbi, alla città e al mondo, da parte di papa Francesco.

Gli alberi di Natale

Esiste da sempre la tradizione degli alberi sempreverdi come capaci di tenere lontani spiriti maligni e streghe e degli alberi ornati sacri agli dei. L’idea di decorare l’albero verrebbe dalla Germania. Si dice che Martin Lutero sia stato il primo a mettere candele sugli alberi. La tradizione sarebbe quindi associata al protestantesimo. Dall’800 è abituale in Germania e nel 1900 è arrivato nel resto del mondo.

Altra tradizione riporta la nascita dell’uso moderno dell’albero di Natale a Tallinn, in Estonia nel 1441.Un grande abete fu eretto nella piazza del Municipio. Attorno a questi giovani scapoli, uomini e donne. Una cronaca di Brema del 1570, racconta di un albero decorato con mele, noci, datteri e fiori di carta.


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