Vertenza Chiama Roma, 150 lavoratori di Crotone a rischio: Confial chiede un tavolo istituzionale urgente

Un appello chiaro e deciso alle istituzioni regionali e nazionali arriva dalla Confial di Crotone. Il segretario provinciale Fabio Tomaino ha formalmente richiesto la convocazione immediata di un tavolo istituzionale per affrontare la delicata vicenda che coinvolge circa 150 lavoratrici e lavoratori della commessa “Chiama Roma”, oggi alle prese con una grave incertezza occupazionale.
La richiesta è indirizzata al Presidente della Giunta regionale, al Sindaco di Crotone, ai consiglieri regionali del territorio e ai parlamentari eletti nella provincia pitagorica, con l’obiettivo di attivare un confronto serio e strutturato all’interno delle istituzioni. Secondo Confial, è necessario tornare a un metodo che in passato ha già dimostrato la propria efficacia: quello della concertazione istituzionale, basata su responsabilità condivisa e visione di sistema.
L’esempio
Tomaino richiama esplicitamente l’esperienza dell’Ex Abramo, quando, poco più di un anno fa, grazie alla collaborazione tra lavoratori, sindacati e istituzioni, fu possibile risolvere una vertenza complessa che coinvolgeva circa mille addetti. Un risultato che, sottolinea il sindacato, non fu casuale ma frutto di un modello virtuoso che oggi va replicato anche per la vertenza Chiama Roma.
Nel comunicato si invita a evitare scorciatoie, iniziative individuali o strumentalizzazioni politiche. Le vertenze occupazionali, ribadisce Confial, non si risolvono con annunci o propaganda, ma esclusivamente nel contesto istituzionale, unico luogo in cui è possibile garantire soluzioni durature e credibili.
Le professionalità
Particolare attenzione viene posta sul valore delle professionalità coinvolte: si tratta di lavoratori altamente specializzati, impegnati in una commessa tecnica che richiede competenze specifiche e che rappresenta un valore aggiunto per qualsiasi soggetto che dovesse aggiudicarsi il bando pubblico del Comune di Roma. Per questo, secondo il sindacato, è nell’interesse generale preservare e valorizzare queste competenze, evitando clausole territoriali distorsive o logiche politiche che possano compromettere i livelli occupazionali.
Le festività natalizie, avverte Tomaino, non possono diventare un alibi per rallentare l’azione delle istituzioni. In gioco non ci sono “pacchi da rifilare”, ma il futuro di 150 famiglie e la tenuta sociale di un territorio già fragile come quello crotonese.
La richiesta
Pur non escludendo eventuali azioni legali, Confial chiarisce che la priorità, in questa fase, è politica e istituzionale: attivare subito un tavolo di confronto coordinato dal Presidente della Regione Calabria, figura che – secondo il sindacato – ha già dimostrato autorevolezza e capacità di tutela del lavoro.
«In questo tempo di Natale – conclude Tomaino – dobbiamo sentire tutti il dovere di garantire serenità e sicurezza a queste 150 famiglie. Il territorio c’è stato in passato e deve dimostrarlo ancora».
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