Veneto

Telefonate moleste e truffe telefoniche in aumento: quali sono i pericoli

Negli ultimi mesi in Italia è tornato a crescere l’allarme legato alle truffe telefoniche, un fenomeno che continua a evolversi nonostante le misure introdotte per contrastare il telemarketing aggressivo e le chiamate indesiderate. Sempre più cittadini segnalano di ricevere chiamate e messaggi sospetti, spesso provenienti dall’estero, che nascondono tentativi di frode sempre più sofisticati. La diffusione di queste pratiche ha registrato una nuova accelerazione nelle ultime settimane, riportando l’attenzione delle autorità e degli utenti su un problema che non accenna a diminuire.

In una prima fase, l’attenzione si era concentrata soprattutto sulle chiamate moleste provenienti da call center operanti sul territorio nazionale. Successivamente, però, il fenomeno ha assunto una dimensione più ampia, coinvolgendo numerazioni estere e rendendo più complessa l’individuazione delle truffe. Le chiamate in arrivo con prefissi stranieri sono diventate sempre più frequenti e, in molti casi, si accompagnano a messaggi inviati tramite applicazioni di messaggistica istantanea come WhatsApp o Telegram.

Le modalità utilizzate dai truffatori seguono schemi ormai ricorrenti. In genere le comunicazioni promettono opportunità di lavoro, guadagni facili o collaborazioni vantaggiose. In altri casi fanno leva sull’urgenza o sulla paura, invitando l’utente a compiere rapidamente un’azione. L’obiettivo finale è quasi sempre lo stesso: ottenere dati personali, accedere ai dispositivi delle vittime o sottrarre denaro. Spesso, dall’altra parte della linea, non ci sono operatori reali ma voci elettroniche o messaggi preregistrati, studiati per sembrare credibili e ridurre la diffidenza.

Con il passare del tempo, alle chiamate si sono affiancati messaggi contenenti link o allegati. Questi rimandano a pagine web apparentemente innocue, ma che possono nascondere virus o sistemi in grado di consentire ai truffatori l’accesso a informazioni sensibili presenti sullo smartphone o sul computer della vittima. L’aumento delle segnalazioni ha spinto le autorità a rafforzare le misure di prevenzione, ma parallelamente i truffatori hanno iniziato ad adottare tecniche sempre più avanzate per aggirare i controlli.

Tra le strategie più diffuse emerse negli ultimi tempi c’è lo spoofing, considerato una delle evoluzioni più insidiose delle truffe telefoniche. Questa tecnica consiste nel falsificare il numero del chiamante, facendo apparire sul display dell’utente un numero diverso da quello reale. In molti casi vengono utilizzati prefissi italiani, proprio per aumentare la probabilità che la chiamata venga accettata. In questo modo, anche utenti generalmente prudenti possono essere indotti a rispondere, convinti di trovarsi di fronte a una chiamata nazionale o a un contatto affidabile.

Lo spoofing non si limita alle chiamate vocali. Tecniche simili vengono applicate anche alle comunicazioni via email, attraverso indirizzi che imitano quelli di enti o aziende reali, o alla falsificazione dell’indirizzo IP, che fa sembrare il traffico proveniente da un altro dispositivo o da un’altra area geografica. Queste pratiche rendono sempre più difficile distinguere le comunicazioni legittime da quelle fraudolente, soprattutto per gli utenti meno esperti.

Parallelamente all’evoluzione delle tecniche di frode, negli ultimi mesi è cresciuta l’attenzione sui prefissi stranieri più frequentemente utilizzati per le truffe. Numerazioni riconducibili a Paesi come Regno Unito, Svezia e Paesi Bassi, identificabili rispettivamente dai prefissi +44, +46 e +31, compaiono con maggiore frequenza tra le segnalazioni degli utenti. Anche in questi casi, le chiamate o i messaggi fanno spesso riferimento a offerte di lavoro o a presunti investimenti, con l’intento di indurre la vittima a cliccare su link o a fornire informazioni personali.

Accanto a queste pratiche si è diffusa anche un’altra forma di truffa, basata sulle chiamate perse o sugli squilli di brevissima durata. L’obiettivo è spingere l’utente a richiamare il numero, attivando così servizi a pagamento o consumando rapidamente il credito telefonico. In alcuni casi, il semplice richiamo può comportare l’addebito di costi elevati o l’attivazione involontaria di abbonamenti non richiesti.

Di fronte a questo scenario, le indicazioni per gli utenti restano improntate alla massima prudenza. La raccomandazione principale è quella di non rispondere a numeri sospetti, soprattutto se associati a prefissi esteri non riconosciuti, e di bloccare immediatamente le numerazioni indesiderate. Allo stesso modo, viene sconsigliato di cliccare su link ricevuti tramite messaggi non sollecitati o di richiamare numeri sconosciuti dopo una chiamata persa.

Sul fronte istituzionale, nel frattempo, sono state avviate nuove iniziative per rafforzare il contrasto alle chiamate indesiderate e alle truffe telefoniche. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha avviato una consultazione pubblica della durata di 45 giorni su una proposta di modifica del Piano di numerazione. L’obiettivo è introdurre l’utilizzo di numerazioni brevi come numero chiamante anche per attività di teleselling e telemarketing, rendendo più semplice per gli utenti riconoscere questo tipo di comunicazioni.

Il progetto prevede l’introduzione di numeri brevi a tre cifre, che permetterebbero di identificare immediatamente le chiamate commerciali e potenzialmente moleste. Questa misura si inserisce in un quadro più ampio di interventi regolatori finalizzati a garantire maggiore trasparenza nei servizi di comunicazione elettronica e una tutela più efficace degli utenti. Già nei mesi scorsi l’Autorità ha adottato delibere specifiche per contrastare lo spoofing proveniente dall’estero, imponendo agli operatori l’obbligo di bloccare le chiamate illecite, con l’eccezione di quelle effettuate da utenti in roaming.

Le stesse disposizioni hanno chiarito le responsabilità degli operatori nel controllo e nella correzione delle chiamate VoIP originate sul territorio nazionale. Queste misure sono entrate pienamente in vigore a partire dal 19 novembre scorso e, secondo i primi riscontri, hanno già prodotto risultati positivi in termini di riduzione delle chiamate fraudolente.

Se la consultazione pubblica dovesse concludersi con un esito favorevole, le nuove regole potrebbero entrare in vigore nei primi mesi del 2026, segnando un cambiamento significativo nel settore del telemarketing. Per gli utenti, l’introduzione della numerazione a tre cifre rappresenterebbe uno strumento immediato per distinguere le chiamate commerciali da quelle potenzialmente pericolose e per difendersi con maggiore efficacia dalle truffe provenienti dall’estero. In un contesto in cui le tecniche di frode continuano a evolversi, la combinazione tra consapevolezza degli utenti e interventi regolatori resta uno degli elementi chiave per arginare un fenomeno che continua a rappresentare una minaccia concreta per la sicurezza digitale e finanziaria dei cittadini.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »