Umbria

Treno sardina, Regione diffida Trenitalia: «Cancelli fermata di Orte o declassi una carrozza»


di Dan.Bo.

Neppure il clima natalizio porta un po’ di serenità sul fronte del trasporto ferroviario umbro, anzi. Come spiegato martedì in una nota dall’assessore regionale ai Trasporti, Francesco De Rebotti, nei giorni scorsi a proposito del regionale veloce 4514 (il Roma Termini-Foligno) è stata inviata una diffida a Trenitalia «affinché prima possibile o proceda al declassamento di una carrozza di prima classe o cancelli la fermata di Orte, perché è grave che non abbia adempiuto agli impegni precedentemente assunti. Ed è assurdo che oggi risponda direttamente agli utenti, dichiarando per iscritto una cosa che non corrisponde alla realtà dei fatti».

I disagi Al centro della vicenda c’è il regionale veloce delle 17 da Roma Termini a Foligno, uno dei treni più utilizzati dai pendolari umbri e laziali nella fascia pomeridiana. Negli ultimi mesi il convoglio è diventato una sorta di simbolo di un disagio crescente legato al sovraffollamento, in particolare nel tratto tra Roma Tiburtina e Orte, dove si concentra il maggior numero di viaggiatori.

Le proposte Di fronte alle numerose segnalazioni, la Regione ha avviato un confronto formale con Trenitalia e con Rete ferroviaria italiana. Nel tavolo del 3 novembre, come ha ricostruito l’assessore De Rebotti, la Regione ha avanzato una serie di proposte per aumentare la capienza del treno e mantenere al tempo stesso la fermata di Orte. Tra queste, l’aggiunta di carrozze attraverso un investimento sul personale, l’utilizzo di treni a doppio piano e il declassamento di una vettura di prima classe.

Soppressione A fronte dei no ricevuti su tutte le ipotesi, il 4 novembre la Regione ha formalmente chiesto la soppressione della fermata di Orte. Una richiesta che, secondo quanto riferito dall’assessore, ha trovato una risposta scritta il 3 dicembre, quando Trenitalia ha comunicato che il servizio sarebbe stato programmato senza quella sosta, iniziando anche a informare direttamente i cittadini. Il problema è che a distanza di settimane, la fermata risultava ancora presente sia nei programmi di esercizio sia nei canali di vendita.

La diffida Da qui la decisione della Regione di inviare una diffida. «È grave – scrive De Rebotti – che non abbia adempiuto agli impegni precedentemente assunti». L’assessore sottolinea poi l’anomalia di annunci rivolti agli utenti (il riferimento è alla lettera inviata da Trenitalia in risposta al comitato dei pendolari di Terni) che non trovano riscontro nei fatti. Per l’assessore, questo modo di procedere compromette il corretto rapporto istituzionale tra le parti. Nel suo intervento De Rebotti ha richiamato anche altre criticità del trasporto ferroviario umbro, a partire dalla richiesta di riportare sulla linea Direttissima l’Intercity 598 di Orvieto, ritenuto un collegamento essenziale per i pendolari e per la competitività del territorio.

Le penalità Sul tema delle agevolazioni, l’assessore ha inoltre ricordato che la Regione vanta oltre 200 mila euro di penali nei confronti di Trenitalia, risorse che «devono essere riconosciute alla gestione regionale» e che derivano da obblighi contrattuali, non da iniziative volontarie dell’azienda. Un passaggio che è in sostanza una risposta al Coordinamento dei comitati dei pendolari umbri che, nei giorni scorsi, ha preso carta e penna e ha scritto ha De Rebotti per chiedere di fornire «informazioni e chiarimenti» a proposito delle somme versate ogni anno da Trenitalia a titolo di penali e decurtazioni, ricordando che da contratto quelle somme vanno usate per «il ristoro» di disagi e danni.

Venga il ministro Tornando al quadro generale, De Rebotti ha poi chiesto che al tavolo di confronto partecipi anche il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per garantire chiarezza sui ruoli e sul rispetto degli impegni. «Ai cittadini – conclude De Rebotti – dobbiamo soluzioni reali, non annunci che restano sulla carta», rimarcando la necessità di risposte rapide e coerenti a un disagio che, anche sotto le feste, continua a pesare sulla quotidianità di migliaia di pendolari.

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