Cultura

TOP TEN ALBUM 2025 – di Luca Morello

10. ONEOHTRIX POINT NEVER
Tranquillizer
[ Warp ]La nostra recensione

Sull’altare dell’impermanenza

Ormai figura di culto dell’elettronica più eterea, Daniel Lopatin ci regala detriti suadenti di emozioni digitalizzate, figlie di un’epoca in cui la memoria culturale è eternamente stipata e rimasticata dentro infiniti archivi destinati a dissolversi e ricrearsi. Uno dei lavori più seducenti ed evocativi marchiati OPN.

9. ETHEL CAIN
Perverts
[ Daughters of Cain ]La nostra recensione

La caduta e l’estasi

Il ritorno spettrale e inquietante della “figlia del predicatore”, persa tra fondali ambient monocromatici e abissali visioni esorcizzanti.

8. THE MURDER CAPITAL
Blindness
[ Human Season Records ]La nostra recensione

Cecità a ritroso

Il quintetto irlandese in una terza prova meno sofisticata rispetto a quella precedente, più sporca e viscerale, sempre convincente.

7. THESE NEW PURITANS
Crooked Wing
[ Domino ]La nostra recensione

Eterno Ritorno

Testardamente noncuranti dei suoni della contemporaneità, sempre più austeri, i fratelli Barnett continuano il loro percorso che tocca contemporaneamente profondità infernali e vette paradisiache.

6. BDRMM
Microtonic
[ Rock Action ]La nostra recensione

Distopie in carta da zucchero

La pregevole evoluzione della compagine inglese, verso una forma dolciastra di dance-gaze che unisce efficacemente riverberi e ritmate fughe indietroniche.

5. ANDREA LASZLO DE SIMONE
Una Lunghissima Ombra
[ 42 Records]La nostra recensione

Neon nel buio

Con il nuovo album lo sfuggente cantautore piemontese non può più rimanere un nome… nell’ombra: malinconia e tepore, oscurità e flebili stille di luce, esorcizzando le incertezze e le fragilità del presente, in un presente che fugge da se stesso, trasfigurando in rifrazioni di un passato dai colori sgualciti, inafferrabile eppure vicino.

4. DEFTONES
Private Music
[ Reprise/Warner]La nostra recensione

Serpe in seno

Inossidabili Deftones… guai a definirli “nu-metal” nel 2025! Riconoscibili ma in evoluzione, morbidi e graffianti, avvolgenti e respingenti, contratti e sinuosi, compatti e serpeggianti.

3. GEESE
Getting Killed
[ Partisan Records]La nostra recensione

Postmoderno newyorkese

La conferma della compagine guidata da Cameron Winter, capace di gestire un mix conturbante di influenze e stili, eppure rimanendo originali e unici. “Getting Killed” è anarchia organizzata, con uno sguardo nell’abisso del nostro tempo.

2. BAMBARA
Birthmarks
[ Bella Union ]La nostra recensione

Sulle tracce di sirene e assassini

L’affascinante viaggio noir della band americana, lungo le spire scure di una suburbia cinematica, onirica e reale, sensuale e cruda.

1. SUEDE
Antidepressants
[ BMG ]La nostra recensione

Musica spezzata per anime spezzate

La seconda infinita giovinezza della band di Brett Anderson, alla sua prova più scura e matura tra quelle pubblicate in questo secolo. Immortali.


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