Catanzaro, il blitz di Bari a chiudere un cerchio
Una simbolica coincidenza, un passaggio di consegne finalmente compiuto. La quarta vittoria consecutiva del Catanzaro di Alberto Aquilani, ha chiuso un cerchio. Perché è arrivata in casa del Bari di Vincenzo Vivarini, e cioè dell’allenatore che un anno e mezzo fa, con un addio turbolento, aveva lasciato una sensazione di incompiutezza che nemmeno l’ottima annata con Caserta in panchina, conclusa al sesto posto e con una nuova semifinale playoff, aveva spazzato via del tutto. Da venerdì sera quella sensazione non ha più ragione d’esistere: è stato esorcizzato il ricordo del Catanzaro che era e non poteva più essere. Ma l’aspetto più significativo è stato farlo in un modo – da applausi – che ha ricordato le migliori prove di quella esperienza: palleggiando in faccia ad avversari a lungo impotenti di fronte a movimenti e dialoghi fra calciatori perfettamente armonici. Quel «salta la panchina» indirizzato da qualche tifoso giallorosso a Vivarini dice tanto di quanto sia stato gustoso il terzo blitz di una stagione che nessuno immaginava così positiva a questo punto.
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