Marche

«Salvate il murale di Monica Vitti, opera simbolica per Ancona»

ANCONA A poco meno di 10 anni dalla sua realizzazione, si levano gli scudi della Soprintendenza per il murale di Monica Vitti in testa al molo Nord, proprio sotto l’iconica Lanterna rossa. L’ufficio guidato dal soprintendente Andrea Pessina ha infatti scritto al Ministero dell’Ambiente, nell’ambito dell’iter autorizzativo del progetto di demolizione parziale della banchina, chiedendo di preservare l’opera al termine dell’intervento, il cui avvio è previsto per novembre 2026 per una durata di circa 12 mesi.

 Lavori necessari per migliorare la sicurezza e la manovrabilità nello scalo dorico, ma che comporteranno anche l’abbattimento (con successiva ricostruzione fedele all’originale) dell’iconica Lanterna rossa. E, di conseguenza, pure del basamento su cui trova posto l’opera dedicata alla Vitti. Pessina scrive nella missiva : «Si chiede di poter valutare la conservazione del murale, prevedendone un distacco e una ricollocazione in loco, da eseguirsi per mano e su progetto di restauratori abilitati». Per gli emissari del Ministero della Cultura, infatti, quel dipinto va tutelato «considerato il significato simbolico che l’opera urbana riveste per la città di Ancona, nonché il valore artistico intrinseco quale espressione di uno dei maggiori street artist italiani».

L’artista

Parliamo di Icks, considerato uno dei padri della stencil art in Italia, che nel 2016 si occupò di realizzare il murale dedicato alla popolare attrice italiana, che in questo punto preciso girò nel 1968 l’iconica scena finale del film “La ragazza con la pistola”. Come anticipato dallo stesso presidente dell’Autorità portuale Garofalo al Corriere Adriatico, la demolizione di metà del molo Nord dovrebbe comportare la perdita definitiva del murale, oggi in condizioni di estremo degrado. Già allora, però, ci fu la promessa di far realizzare un’opera di pari portata nella nuova testata del pontile. Adesso, invece, la Soprintendenza chiede sì che ci sia ancora un’opera d’arte all’estremità del molo Nord, ma che sia la stessa che c’è oggi e non una copia. Banalizzando, Pessina e i suoi suggeriscono di staccare delicatamente il disegno dal muro, procedere con la demolizione e poi di riattaccarlo a lavori finiti. Ovviamente, detta così, sembra facile.

Le difficoltà

In realtà, stiamo parlando di una delicata operazione di restauro da affidare a dei professionisti. Con quali costi, però, è difficile dirlo – almeno per ora. Non è nemmeno detto che l’Autorità portuale, cui è in capo il progetto di demolizione parziale del molo Nord, accetterà. Ma considerando la riqualificazione dell’area che seguirà l’intervento (la città dovrebbe poter addirittura tornare a passeggiare intorno alla lanterna, zona oggi preclusa), quello della Soprintendenza sarà sicuramente un imput da tenere a mente.




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