Abruzzo

Il tempo del Covid il periodo più difficile


Quindici anni alla guida dell’arcidiocesi di Lanciano-Ortona: era il 18 dicembre 2010 quando monsignor Emidio Cipollone è stato ordinato vescovo nella cattedrale della Madonna del Ponte. Oggi, in occasione di questo importante anniversario, l’arcivescovo ha voluto tracciare un bilancio di questi tre lustri alla guida della diocesi.

“Uso la frase di Papa Francesco: ‘Dal tempo di cambiamenti al cambiamento dei tempi’ – esordisce monsignor Cipollone – un cambiamento epocale, con nuove sfide in un mondo in rapida trasformazione, che abbiamo affrontato mettendo al centro la parola di Dio. Lo abbiamo fatto attraverso la ‘lectio divina’, la lettura della Parola di Dio che diventava preghiera, poi da 6 anni con la rubrica ‘La buona novella’, la spiegazione del Vangelo della domenica, con maggiore attenzione alle celebrazioni e cercando di ottimizzare la testimonianza della carità in risposta alle vecchie e nuove povertà”.

I numeri forniti dalla Caritas diocesana, guidata da Carmen Rapino e Fernando Di Cicco, indicano in progressivo aumento le difficoltà di singoli e famiglie. Nel 2024 le famiglie aiutate erano 99, per un totale di 232 persone e 1.120 pacchi distribuiti per 23.200 prodotti; nel 2025 le famiglie sono salite a 165 (+41%), 390 persone, i pacchi a 1.890 per 35.300 prodotti (+34%). “Ma gli interventi di aiuto alimentare, i cui costi son cresciuti del 45%, sono solo una parte degli aiuti offerti – riprende il vescovo – Ci sono poi sostegni nel pagamento delle tasse, delle bollette, degli affitti, assicurazioni auto, e soprattutto sono in aumento (+36% con una spesa di circa 32mila euro in un anno) gli aiuti per medicine da banco o con prescrizione a pagamento, visite mediche con trasporti, cure continuative, ticket sanitari. E ancora: crescono i contributi per le rette per le mense scolastiche, per il trasporto scolastico, i libri di testo e cancelleria (+35% rispetto al 2024), ospitalità notturna e diurna per senza tetto o persone con problemi vari anche dovuti alle separazioni e ai divorzi. È cresciuto anche l’ascolto delle persone”.

Difficile è rispondere alla crisi del lavoro, fortissima in questo territorio. “Siamo rammaricati di non riuscire, se non in pochissimi casi, ad aiutare chi ha bisogno a trovare un lavoro – sottolinea Cipollone – il cosiddetto lavoro povero, cioè precario, c’è ma non è sufficiente per una vita dignitosa e per soddisfare le necessità familiari: un vero dramma”.

“E in questo contesto c’è bisogno di una nuova pastorale: dobbiamo essere ‘chiesa in uscita’, come diceva Papa Francesco – continua Cipollone – Rispondendo alle istanze del sinodo abbiamo ratificato un nuovo statuto che crea una chiesa non verticistica, abbiamo chiesto ai sacerdoti di tornare a scuola e insegnare e creato due cappellanie: quella scolastica, unica in Italia perché non comprende solo gli studenti ma anche gli insegnanti, il personale della scuola e le famiglie dei ragazzi, e la cappellania ospedaliera con medici, infermieri e operatori. Con il consiglio pastorale diocesano ci avviciniamo alle comunità perché ci sono almeno due referenti per ogni parrocchia. E per un maggiore contatto col territorio, dieci anni fa ho fatto la prima visita pastorale delle 42 parrocchie e da poco tempo ho iniziato la seconda. Un modo per fare sentire la vicinanza del vescovo”.

Chiesa al passo con i tempi, con un sito web rinnovato: una veste grafica nuova, ma anche notizie sulla vita diocesana, le messe, la possibilità di scaricare documenti e altri contenuti in costruzione. “Con il Covid, il periodo più difficile di questi 15 anni – ricorda il vescovo – ci siamo reinventati. Le chiese vuote, l’impossibilità drammatica di celebrare i funerali e accompagnare le famiglie in questi momenti, la Parola è riuscita ad arrivare nelle case grazie alle tv e ai social”.

E poi la valorizzazione del Museo, archivio e biblioteca diocesana, abbattendo le barriere sensoriali, con la collaborazione con l’università di Teramo per la diagnostica delle opere d’arte e con quella di Chieti per lo studio della casula con le sue particolarità nei tessuti e nelle parole in arabo, e infine con l’inserimento sulla piattaforma BeWeb per le visite virtuali delle nostre chiese e dei nostri tesori che in questi anni abbiamo provveduto a restaurare con impegno.

Oltre 3 milioni di euro investiti da Cei e Curia di Lanciano-Ortona solo negli ultimi due anni per mettere in sicurezza e ristrutturare le chiese su tutto il territorio diocesano: un patrimonio di 120 edifici, tesori di fede ma anche di arte e cultura con secoli ‘di vita’ che hanno bisogno sempre di interventi.

Quest’anno ricorrono anche i 500 anni dalla fondazione della diocesi di Lanciano. “Mi piace ricordare che nel giugno 1515 il primo vescovo fu un marsicano, Angelo Maccafani, 500 anni dopo un altro marsicano, io, ha celebrato questa ricorrenza”. In questi anni la diocesi ha accolto anche diversi cardinali: Angelo Comastri, Gualtiero Bassetti, Pietro Parolin. “L’8 settembre 2026 sarà a Lanciano, in occasione della festa della Madonna del Ponte, il cardinale Matteo Zuppi – annuncia Cipollone – arcivescovo di Bologna e presidente della Cei. Un incontro riflessione e speranza per la comunità”. Cipollone è pronto ad invitare anche papa Leone per una visita nella diocesi.

Imminenti sono poi la Squilla per i lancianesi, il 23 dicembre, e il Natale. “Vorrei che fossero celebrazioni dedicate alla giustizia e alla pace – auspica il vescovo – Ci devono far aprire gli occhi per trovare la strada giusta per un rispetto maggiore della dignità delle persone, perché ognuno è prezioso agli occhi di Dio. Che ci aiutino a diventare creature nuove, in cammino verso il Signore e gli uni verso gli altri”.

Infine il vescovo ricorda la chiusura del Giubileo il prossimo 28 dicembre alle ore 18 nella concattedrale di Ortona. Il futuro? “Mi auguro di poter fare sempre di più e meglio”, chiude Cipollone.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »