spesa al 48%, cantieri già chiusi per il 65%

Digitalizzazione, sanità, scuola e infrastrutture trainano la spesa del Pnrr in Froiuli Venenzia Giulia, mentre l’edilizia scolastica registra livelli di avanzamento record. Oltre undicimila progetti attivi, miliardi di euro già allocati e una macchina amministrativa che regge l’urto delle scadenze. È il quadro che emerge dai dati aggiornati della cabina di regia regionale del Pnrr in Friuli Venezia Giulia, illustrati dall’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli. Un bilancio che, almeno sul piano dei numeri, racconta di un Piano entrato nella sua fase più concreta.
I dati
Sul territorio regionale risultano 11.455 progetti Pnrr attivi, per un valore complessivo che supera i 2,8 miliardi di euro. Dal punto di vista procedurale, 7 mila e 438 interventi sono già conclusi, mentre l’avanzamento medio della spesa si attesta al 48 per cento. Entrando nel dettaglio delle singole missioni, la Missione 1 – Digitalizzazione guida la classifica con un avanzamento del 61 per cento su 622,8 milioni di euro. Seguono la Missione 4 – Istruzione e ricerca al 48 per cento su 489,6 milioni, la Missione 6 – Salute al 47 per cento su 216,9 milioni e la Missione 7 – RepowerEU, anch’essa al 47 per cento su 71,8 milioni.
Più articolata la situazione per le infrastrutture e la transizione ecologica: la Missione 2 – Rivoluzione verde è al 44 per cento su 866,7 milioni, mentre la Missione 3 – Infrastrutture e la Missione 5 – Inclusione e coesione si fermano entrambe al 39 per cento, rispettivamente su 311,8 milioni e 233 milioni di euro.
I progetti regionali: 584 interventi, due su tre già chiusi
Guardando ai progetti in gestione diretta della Regione, considerando Pnrr e Piano nazionale complementare (Pnc), il portafoglio comprende 584 progetti, con una percentuale di interventi conclusi pari al 66 per cento. Il valore economico complessivo è di 655,3 milioni di euro, mentre l’avanzamento medio della spesa presso i beneficiari finali è attorno al 40 per cento, con forti differenze tra missioni: si va dal 68 per cento del RepowerEU al 28 per cento della Missione 2, in relazione alla complessità e ai tempi degli investimenti.
Enti di decentramento ed enti locali: spesa che corre, soprattutto nelle scuole
Un ruolo rilevante è svolto dagli Enti di decentramento regionale (Edr), impegnati su 25 progetti Pnrr: il 48 per cento risulta già concluso, con un valore complessivo di 49,1 milioni di euro e un avanzamento finanziario del 75 per cento, concentrato soprattutto sull’edilizia scolastica. Gli enti locali sono coinvolti in 1.220 progetti, con il 48 per cento degli interventi conclusi. Le risorse assegnate ammontano a 333,2 milioni di euro, mentre la spesa ha raggiunto il 51 per cento, segno di una capacità di attuazione diffusa anche a livello comunale.
Edilizia scolastica, i numeri migliori: spesa al 90 per cento
È il capitolo edilizia scolastica a restituire i dati più significativi. I 104 interventi attivi presentano una percentuale di conclusione del 19 per cento, ma soprattutto un avanzamento della spesa del 90 per cento, su un valore complessivo di 11,7 milioni di euro. A questi si aggiungono i progetti conclusi dagli Edr, per oltre 6,3 milioni di euro, con un avanzamento finanziario medio del 96 per cento. Dati che testimoniano una maturità avanzata di questa linea di investimento. Tra gli interventi già completati figurano numerosi cantieri comunali: dall’asilo nido di Buja (1,25 milioni) alla scuola media di Fiume Veneto (950 mila euro), passando per la palestra di Cavazzo Carnico, l’ampliamento degli asili di Tarvisio e Rivignano Teor, fino agli interventi su scuole primarie e secondarie a Spilimbergo, San Martino al Tagliamento, Pordenone, Tolmezzo e Trieste. Sul fronte Edr, spiccano i lavori sugli istituti di Trieste, Gorizia, Staranzano e Monfalcone, con interventi che arrivano fino a 1,5 milioni di euro per singolo edificio, concentrati su sicurezza sismica e riqualificazione strutturale.
Le linee di investimento più avanzate
Nel dettaglio delle singole misure regionali emergono alcune linee di investimento che viaggiano a ritmo decisamente sostenuto. In particolare, l’innovazione e la meccanizzazione nel settore agricolo e alimentare risultano ormai prossime al completamento, con un avanzamento che raggiunge il 96 per cento su circa 5 milioni di euro, confermando una forte capacità di attuazione in un comparto strategico per l’economia regionale.
Molto avanzato anche il capitolo sanitario, dove l’implementazione delle Centrali operative territoriali ha raggiunto il 93 per cento di conclusione per un valore di 2,7 milioni di euro, mentre l’ammodernamento delle grandi apparecchiature sanitarie si attesta all’87 per cento, con investimenti che sfiorano i 20 milioni di euro.
Procedono con buoni livelli di avanzamento anche gli interventi sul fronte della sicurezza digitale, con le misure di cybersecurity arrivate al 75 per cento, e quelli legati alla prevenzione del rischio idrogeologico, che registrano un avanzamento del 71 per cento, a testimonianza di un’attenzione crescente alla resilienza del territorio e alla protezione delle infrastrutture.
Lo sguardo al 2026: infrastrutture strategiche e progetti complessi
“La vera partita ora si gioca nella fase conclusiva del Piano”, ha sottolineato l’assessora alle finanzi Zilli. I prossimi mesi saranno decisivi per portare a termine gli investimenti infrastrutturali più complessi, come la ciclabile Trieste–Lignano–Venezia, destinata a rafforzare il cicloturismo e la mobilità sostenibile, e il progetto della Valle dell’Idrogeno, con l’impianto produttivo gestito da AcegasApsAmga.
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