Aggressioni sui bus a Bolzano, i sindacati chiedono più sicurezza – Bolzano
BOLZANO. Più guardie giurate sui bus; più telecamere; bodycam (dispositivo per la registrazione audio e video) anche per gli autisti oltre che per i controllori; protezioni sul posto di guida su un maggior numero di mezzi; formazione del personale per riuscire ad affrontare le situazioni più critiche. Sono le richieste principali avanzate dai sindacati – Cisl Fit, Uilt, Faisa/Cisal e Asbg – ieri prima in un incontro con la direzione di Sasa e poi con l’assessora provinciale Ulli Mair che tra le sue competenze ha anche quelle relative alla sicurezza e alla prevenzione della violenza.
La riunione dopo l’ennesima aggressione ai danni di un autista avvenuta una settimana fa. A preoccupare sia l’azienda sia i sindacati il fatto che questi sono episodi sempre più frequenti che mettono a repentaglio la sicurezza del personale e dei viaggiatori. Diversa la strada seguita dai rappresentanti dei lavoratori per affrontare il problema: Cisl Fit, Uilt, Faisa/Cisal e Asgb hanno chiesto l’apertura di un tavolo per cercare assieme all’azienda delle soluzioni; Filt Cgil, Orsa Trasporti, Usb Lavoro Privato e Ugl Autoferro (le stesse sigle che non hanno sottoscritto l’accordo contrattuale di fine novembre, ndr) venerdì scorso, hanno invece proclamato quattro ore di sciopero. E ieri hanno annunciato un’altra astensione di quattro ore dal lavoro – dalle 16 alle 20 – per l’8 gennaio.
Il piano dell’Azienda
Sasa ha comunicato che su altri 15 autobus verrà installata la paratia entro la fine dell’anno o al massimo all’inizio del 2026. I mezzi che attualmente ne sono sprovvisti saranno utilizzati nelle ore e sui percorsi considerati meno a rischio per quanto riguarda la sicurezza. A questo proposito c’è un’analisi in corso da parte dell’azienda sulle aggressioni avvenute nel corso del 2025: si vuole avere un quadro dettagliato di linee e fasce orarie in cui si verificano con maggior frequenza. Sasa, dicono i sindacati, ha presentato un piano generale delle azioni già in campo e che saranno completate nel corso del prossimo anno con l’estensione all’intera flotta di autobus. L’arrivo di 32 nuovi mezzi, già predisposti con tutti i dispositivi di sicurezza, aumenterà notevolmente la percentuale di bus dotati dei migliori sistemi per proteggere i lavoratori.La riunione ha quindi fissato un programma periodico di confronto, per evitare che tutto avvenga solo sull’onda dell’emotività provocata appunto da episodi violenti. Situazioni queste che, tra le altre cose, rendono più difficile il reperimento di personale per il trasporto pubblico. Del problema si è discusso, nel pomeriggio, anche in un successivo incontro tra l’assessora Mair e il commissario del governo Vito Cusumano.
Aumenti congelati
Intanto Sasa sta valutando cosa fare dopo che la maggioranza degli autisti ha respinto con un referendum l’accordo del 27 novembre, siglato in Provincia dall’assessore alla Mobilità Daniel Alftreider e dai sindacati Uil Trasporti, Faisa, Cisl e Asgb. «È un buon accordo – assicura Artan Mullaymeri, segretario della Uil trasporti – : porterebbe nelle tasche del personale miglioramenti economici immediati: raddoppio del welfare aziendale da 250 a 500 euro annui e tra i 50 e i 70 euro al mese in più in busta paga». Diversa la valutazione di Filt Cgil, Orsa Trasporti, Usb Lavoro Privato e Ugl Autoferro, che hanno promosso la consultazione referendaria, in quanto ritengono inadeguati gli aumenti previsti. A.M.




