Viaggi e turismo

La Sicilia accende la quiete bellezza dell’inverno

Giuseppe Tomasi di Lampedusa amava l’inverno. Si rifugiava nelle alcove botaniche di Castello San Marco. Nel giardino della villa fortificata di Bagheria, appartenente ancora oggi ai suoi nobili cugini, i baroni Lanza Filangeri, l’autore del Gattopardo, come si fa ancora oggi, entrava dal cancello di cortesia. Fermata la carrozza dove quei vetusti ed eleganti mezzi di trasporto sono tuttora dimorati, sceglieva in quale dei giardini indugiare leggiadramente nella lettura: la Floretta, tra viburni, vasche di papiri, pitosfori, oppure la Fruttiera con agrumi colorati, piante di Dracena, ulivi secolari e un boschetto di Schinus molle. Ai suoi tempi, però, non era stato ancora stato schierato quel plotone di Kroenleinia grusonii, noto anche come “cuscino della suocera”, che punteggia il terzo giardino, quello delle succulente e cactacee.

A Palermo gli itinerari di Villa Igiea

A questa nobile dimora alle porte di Palermo – poco distante da Villa Palagonia, celebre per le sculture grottesche appollaiate sulla cinta di mura, e da Villa Cattolica che ospita, insieme a splendidi carretti siciliani, i quadri e la tomba di Renato Guttuso – si può arrivare partendo da Villa Igiea, hotel Rocco Forte, già allestita per il Natale. Nell’ex dimora della dinastia Florio, adagiata sul mare vicino alla nostalgica tonnara all’Addaura e impreziosita dall’eclettismo dell’architetto Ernesto Basile e dalla mano appassionata di Ettore De Maria Bergler negli arredi, affreschi, scale in legno, fregi e decori, in attesa di gustare il panettone alla griglia dello chef Fulvio Pierangelini, è stato addobbato un albero natalizio sartoriale: fatto di foulard in seta, stoffe e fiocchi, racconta l’elegante artigianalità della casa di moda Tagliatore. Sempre a Palermo certamente anche Palazzo Butera merita di essere scoperto nella quiete dicembrina, per vedere la collezione Valsecchi e gustare l’eccezionale cannolo alla manna nel Bistrot MadoniEat.

Una sala di Villa Palagonia, a Bagheria

Ad Agrigento tra gli agrumi del Giardino della Kolymbethra

Spostandosi ad Agrigento, troviamo un ex carcere dove le celle ora tengono aperte le proprie porte. Tutti i visitatori possono fare il giro di ronda, ma per ammirare dall’alto Porta di Ponte e l’incipit di Via Atenea, e poi passeggiare nel chiostro e nel giardino, fino a quando ci si trova dinanzi uno splendido portale in stile chiaramontano appartenente al preesistente convento eretto nel 1432: sicuramente la conversione dell’ex prigione di San Vito in spazio di arte contemporanea affidato a Farm Cultural Park rappresenta un modo per celebrare la fine dell’anno in cui Agrigento, con un carnet di oltre mille eventi, è stata la capitale italiana della cultura. La rinascita dell’area è passata anche dalla recente riapertura di Case Montana, un casale contadino adagiato sopra un costone assai friabile di roccia, nel cuore del Giardino di agrumi della Kolymbethra, gestito dal Fai, che ora arricchisce la sua proposta di esperienza sensoriale fatta di profumi di zagare e pomi aranciati: sono 660, infatti, gli alberi di varietà rare che crescono beati alla spalle del Tempio dei Dioscuri, grazie alla cura prestata loro nei venticinque anni della gestione della fondazione. Poco distante, si potrà attendere il tramonto, quasi sempre tinteggiato di viola, camminando tra gli eucalipti e le architetture naturali di marna chiara della Riserva di Torre Salsa o sulla sabbia della lunga spiaggia di Bovo Marina, riscaldandosi poi nelle saune immerse nella macchia mediterranea dell’Adler Spa Resort Sicilia che si adagia, rispettoso dell’ambiente delicato circostante, sopra un promontorio a poca distanza dal teatro vertiginoso di Eraclea Minoa, risalente al IV secolo a.C..

Vista mare. L’Adler Spa Resort Sicilia propone formule speciali per il periodo natalizio

Tra Catania e Linguaglossa

A Catania, intanto, questo è un periodo ideale per provare la frenesia di A’ Piscaria, il mercato del pesce agli Archi della Marina. Per farsi trovare pronti poco prima dell’alba, quando i banchi delle cernie fresche vengono allestiti, si può soggiornare nei Vuciata Apartments, affacciati su questo palcoscenico verace di voci, odori e sapori. Provate anche quelli elaborati da Scirocco, locale di street food che dispone i propri tavoli praticamente tra i banchi di gamberi e di orate, buone come il suo menù. È gastronomica, e soprattutto vulcanica, anche l’avventura che può cominciare a Linguaglossa, sulle pendici dell’Etna: la famiglia Pennisi, macellai da tante generazioni, e in particolare il capostipite Saro, condividono con gli ospiti il piacere di una cucina che come un rito si sperimenta a pochi metri dal banco delle carni e dei formaggi. Fatta una scorpacciata o scorta di queste delizie, si può compiere la salita fino al Cratere Centrale del vulcano, a 3.300 metri di altitudine, sempre accompagnati da guide alpine o vulcanologiche ufficiali, per poi premiarsi al ritorno con una cena al Boutique Hotel Shalai, ospitato in un palazzo ottocentesco e dove cucina il brillante chef stellato Giovanni Santoro. I più ardimentosi possono tentare anche un bagno invernale, come tanti siciliani sono soliti fare, nella spiaggia riaperta sotto il parco archeologico di Selinunte, sbracciandosi sotto l’acropoli. Meno coraggioso, ma pur sempre indimenticabile, è raggiungere Scicli per visitare il nuovo Museo di arte contemporanea nell’ex Convento del Carmine in stile tardo barocco, rivelatore di un entusiasmo verso il rinnovamento che prende forma anche da Pensiero, il ristorante con vista sul cuore della vicina Modica, dove gli innovatori Alessandro Musso e Pierclaudio Ruta fanno innamorare con la loro versione dell’antico Biancomangiare.


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