Cultura

TOP TEN ALBUM 2025 – di Dimitra Gurduiala

10. CURTIS HARDING
Departures & Arrivals: Adventures Of Captain Curt
[ ANTI ]La nostra recensione

Funk, soul, psichedelia e arrangiamenti cinematografici accompagnano questo pazzo viaggio spaziale, con uno stile e un’eleganza davvero unici. Curtis Harding esplora sentimenti di distanza, nostalgia e ricerca di connessione, ritrovando se stesso in una mistica unione tra modernità e tradizione, nella galassia del groove.

9. SUEDE
Antidepressants
[ BMG ]La nostra recensione

Sono stati innumerevoli i ritorni di quest’anno, nostalgici e non, ma quello che più fa emozionare è Brett Anderson, che con i suoi porta avanti un disco in chiave dark più che eccellente. Più di 30 anni dal debutto ma sembrano non invecchiare mai, sospesi tra dolore e speranza. Eterni, eterei.

8. ETHEL CAIN
Willoughby Tucker, I’ll Always Love You
[ Daughters Of Cain Records]La nostra recensione

Sarà anche l’effetto di averla vista dal vivo appena un mese fa, ma la sensibilità di Ethel Cain è qualcosa di speciale. Ed è proprio questa sensibilità, questa dicotomia lacerante tra amore, sofferenza e desiderio che risalta in “Willoughby Tucker, I’ll Always Love You”, in un folk delizioso quanto oscuro.

7. FLORENCE + THE MACHINE
Everybody Scream
[ Polydor, Universal Music Group ]La nostra recensione

Gli ultimi anni come fan di Florence Welch sono stati duri, da persona che non ha apprezzato gli ultimi lavori tanto quanto “How Big, How Blue, How Beautiful”. Non che “High as Hope” o “Dance Fever” non siano dei buoni dischi, ma “Everybody Scream” è stata proprio una bella ventata d’aria fresca. Un disco sicuramente cupo, che alterna momenti drammatici e suggestivi ad attimi più intimi, come un lungo rituale di purificazione. Magistrale.

6. SHAME
Cutthroat
[ Dead Oceans ]La nostra recensione

Ironici, pazzerelli, decisamente esplosivi: gli Shame sono tornati più forti e decisi che mai, con una sorta di rabbia controllata che risulta in un disco più levigato rispetto al passato, ma non per questo meno coerente o furioso. Anzi! Ancora una volta, maestri caotici del punk.

5. VIAGRA BOYS
viagr aboys
[ Shrimptech Enterprises ]La nostra recensione

Grande, grandissimo anno per il post punk, soprattutto quello irriverente dei Viagra Boys. Scatenati, ironici e riflessivi, a tratti destabilizzanti: e chi smette più di ascoltare “You N33d Me”?

4. ANDREA LASZLO DE SIMONE
Una lunghissima ombra
[ 42 records ]La nostra recensione

 Un’opera intima e cinematica che fonde cantautorato italiano, psichedelia, elettronica e stringe un dialogo costante tra realtà e memoria, tra ricordi e pensieri intrusivi. Un disco che ti attraversa, e che ti fa rendere conto di non dover temere le ombre, ma di ricordare che sono nostre compagne fidate, vicine, giorno dopo giorno.

3. GEESE
Getting Killed
[ Partisan Records ]La nostra recensione

Parliamo adesso di uno dei dischi più acclamati dell’anno, sicuramente non a caso: audace, dinamico, scanzonato (ma molto ragionato). “100 Horses” e “Bow Down” soprattutto mostrano quanto sia imprevedibile, e anche per questo ben riuscito.

2. BLOOD ORANGE
Essex Honey
[ RCA, Domino ]La nostra recensione

Come si supera una grave perdita? Sono innumerevoli gli artisti che hanno provato a esplorare il dolore in ogni sua forma, in ogni salsa possibile. Dev Hynes (in arte Blood Orange) lo fa tornando alle sue radici, unendo soul R&B ad atmosfere da club in tracce dolci e nostalgiche. Un lavoro dolce e sofferente, che riflette sulle conseguenze che un lutto può portare.

1. HAYLEY WILLIAMS
Ego Death At A Bachelorette Party
[ Post Atlantic ]La nostra recensione

Con “FLOWERS For VASES / descansos” e “Petals For Armor” si era già capito di cosa fosse capace Hayley Williams, per non parlare di tutta la carriera con i Paramore. Possiamo però dire, volentieri, che ci troviamo davanti alla sua magnum opus: un lavoro ricco, variegato, che dimostra da subito la versatilità e maturità artistica che l’artista è riuscita a raggiungere.


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