Iscrizioni a scuola, Marcello Bramati: «Molti errori nascono da tre “nemici”: paura, fretta, condizionamenti. Non bisogna decidere sulla base degli amici»
Dal 13 gennaio al 14 febbraio 2026 saranno aperte le iscrizioni alle prime classi per l’anno scolastico 2026/2027.Le domande per il I e il II ciclo di istruzione potranno essere presentate online, attraverso la piattaforma Unica. La modalità online è prevista anche per le iscrizioni ai percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) e alle scuole paritarie che, su base volontaria, aderiscono alla modalità telematica. All’interno della piattaforma Unica sono disponibili informazioni dettagliate sugli istituti (Cerca la tua scuola) e specifiche sezioni dedicate all’orientamento, pensate per accompagnare le famiglie e gli studenti della Scuola secondaria di I grado nella scelta del percorso formativo e professionale successivo.
Da settimane i ragazzi e le loro famiglie si stanno preparando a questo momento.
«Il percorso di scelta per molte famiglie dura quasi un anno, dalla seconda metà della seconda media al momento dell’iscrizione alle superiori. In questo tempo, dovrebbero susseguirsi in maniera ordinata tre momenti distinti: la raccolta delle informazioni, la valutazione di tutto il materiale raccolto, la non facile decisione definitiva, tollerando quell’incertezza tipica dell’inizio di un nuovo percorso. Le variabili in gioco sono molte: vicinanza da casa, nome e reputazione dell’istituto, retaggi familiari, influenze degli amici e dei compagni di classe, opinioni personali, ambiente. Tutte hanno un senso, nessuna prevale: scegliere significa mettere a sistema tutte queste informazioni cercando la scuola adatta per ognuno, vale a dire quella che incroci meglio ciò che piace fare e ciò che si sa fare». Che la decisione sia complessa e piena di variabili da tenere in considerazione lo dice subito Marcello Bramati, insegnante e giornalista, che è autore con Lorenzo Sanna di La scelta più giusta Come decidere la scuola superiore. Una guida per genitori e studenti edito da Mimesis. Questi sono i giorni degli open day, della ricerca Eduscopio sugli istituti italiani, delle riflessioni che porteranno alle iscrizioni a gennaio alle scuole superiori. «Gli errori? Tanti sono possibili».
Viene prima la volontà del ragazzo o il consiglio della scuola media? Che peso dare al consiglio orientativo?
«Si tratta di due elementi diversi: il consiglio della scuola media è un elemento da tenere in seria considerazione, perché si tratta di un parere oggettivo fornito da professionisti che conoscono lo studente coinvolto e ciò di cui si parla; il consiglio orientativo è un elemento formale necessario che va guardato con realismo: se trova concordi, bene, altrimenti occorrerà capire che cosa lo rende distante dalle attese, o dai sogni, dello studente, o della famiglia. Certo che per la scuola superiore il consiglio orientativo può contare molto, fino a essere addirittura un ostacolo insuperabile all’accesso. La volontà di ragazzi e ragazze di terza media è decisivo, ma nel corso del viaggio verso le superiori andrà educato, affinché non volontà costruttiva, e non paura, o fuga».
Quanto contano i genitori?
«Parecchio. Può accadere che uno studente frequenti una scuola che non ha scelto, ma non avviene mai che i genitori iscrivano il figlio a una scuola che non gradiscono. Peraltro i genitori sono interlocutori di primo piano per le scuole, basti pensare agli open day che sono rivolti soprattutto a loro. Ciononostante, è bene che non impongano alcuna scelta: si facciano trovare pronti, preparati al dialogo, a proporre, a conciliare, ad accogliere idee, guidando alla scelta che dovrà essere condivisa, bilanciando e valutando. Per la prima volta nella dinamica familiare, ci si trova davanti a una decisione che andrà necessariamente condivisa, altrimenti genererà disagi, incomprensioni, tensioni».
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