Economia

Spread ai minimi dal 2009. E si riducono i costi per lo Stato

MILANO – Prosegue la discesa dello spread. Il differenziale di rendimento tra Btp e Bund oggi ha chiuso in zona 70 punti dopo avere toccato quota 69 punti in giornata, ai minimi dal 2009, secondo i titoli di riferimento utilizzati da Bloomberg. Una calo che prosegue ormai da tempo figlio soprattutto dell’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato tedeschi, più che della discesa di quelli italiani.

Sopra l'andamento a confronto dei titoli di Stato tedeschi (bianco) e italiani (arancione), sotto la curva dello spread (giallo)

Sopra l’andamento a confronto dei titoli di Stato tedeschi (bianco) e italiani (arancione), sotto la curva dello spread (giallo) 

Il record del 2011

Il Btp decennale rende oggi il 3,57%, a fronte del 2,86 dell’omologo bund tedesco. Una differenza di rendimenti mai vista dai tempi precedenti all’esplosione della crisi dei debiti sovrani in Europa. Al picco della quale, nel 2011, lo spread aveva raggiunto i 520 punti, con un picco intraday a 575 il 9 novembre 2021, pochi giorni prima della caduta del governo Berlusconi.

La riduzione dei rendimenti, più di quello dello spread, si traduce anche in minori spese per lo Stato. Come mostrato di recente dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio nel 2025 il costo medio ponderato dei nuovi titoli emessi dopo avere raggiunto il massimo al 3,8 per cento nel 2023 è sceso di 0,4 punti percentuali nel 2024 (al 3,4 per cento) e poi ancora fino al 2,8 per cento nel periodo gennaio-novembre, con i titoli a breve termine – con scadenze a 6 e 12 mesi – che sono scesi di più di quelli a lungo. In altre parole, finanziarsi sul mercato per lo Stato ora è meno oneroso rispetto a qualche anno fa.


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