Cultura

TOP TEN ALBUM 2025 – di Luca Pasquinelli

10. STEREOLAB
Instant Holograms On Metal Films
[ Duophonic – Warp Records ]La nostra recensione

Uno dei migliori lavori degli Stereolab. Ispiratissimo. Non poteva mancare nella mia Top 10. Solo gli Stereolab sanno collocarsi in quell’angolo di Paradiso dove convivono post-rock, electro-pop e krautrock acido. Ogni volta sanno dare vita a qualcosa di magico e surreale. Chapeaux.

9. JENS KUROSS
Crooked Songs
[ Woodsist ]
La nostra recensione

Era da tempo che non mi scendeva una lacrima per un disco. È capitato con i Palace Brothers, Plush, Eric Chenaux e ora ecco Jens Kuross, che esce da un seminterrato nell’Idaho e porta alla luce questi otto rubini. Otto preghiere laiche, sommesse. Qua e là scosse dai tormenti. Sempre toccate dalla grazia.

8. NECKS
Disquiet
[ Northern Spy ]La nostra recensione

Non siamo più soltanto nel territorio della musica da ascoltare per intrattenimento, per piacere, per passione. Qui siamo nel campo della musica “totale”. Siamo oltre le tre ore di musica per quattro pezzi. Avant-jazz e musica sperimentale che fanno sognare a occhi aperti.

7. ANNA VON HAUSSWOLFF
Iconoclasts
[ Year0001 ]La nostra recensione

Un disco così affascinante, complesso ed elegante non lo ascoltavo da tempo. Tutta la straripante potenza vocale, strumentale e compositiva di Anna Von Hausswolff s’incanala verso la forma canzone ma non nel senso di immediatezza o semplificazione. Ha creato strutture sopraffine all’interno delle quali scatenare la sue proverbiali genialità e bravura.

6. ANNAHSTASIA
Tether
[ Drink Sum Wtr ]La nostra recensione

La voce di Annahstasia ti entra nelle viscere. La sua scrittura è mozzafiato e in generale il suo lavoro mi ricorda quello dell’inarrivabile Tim Buckley. Un disco che ci fa scoprire una grandiosa cantautrice.

5. GEESE
Getting Killed
[ Partisan Records ]La nostra recensione

Un disco che mette d’accordo tutti nel cantarne le giuste lodi. Hanno il blues nel sangue come gli Stones. Sono caotici, ruvidi, acidi, ma in qualche modo rassicuranti. Forse perché ci mostrano che il rock è ancora vivo.

4. ANTLERS
Blight
[ Transgressive Records ]
La nostra recensione

Siamo di fronte a otto brani praticamente perfetti. Impossibile pensare a delle melodie più belle, a una scrittura più aggraziata. Profondo, a tratti celestiale. Davvero, lo stato dell’arte del songwriting.

3. CAROLINE
Caroline 2
[ Rough Trade ]La nostra recensione

Saliamo sul podio, con uno dei dischi di post-rock più belli di sempre. Ogni brano è un piccolo universo di intuizioni sghembe, anti-melodie geniali, controtempi da favola. Un lavoro avventuroso, dove si osa ad ogni costo. Fantasmagorico.

2. ROSALIA
Lux
[ Columbia Records ]La nostra recensione

Rosalìa incanala nella musica pop tutta la tradizione visionaria e carnale spagnola e ispanoamericana. Tra archi, pianoforte, elettronica, fiati, voce sublime e letteralmente in grazia di Dio, Rosalìa canta Saramago, Marquez, Borges, Dalì, Bunuel, Almodovar, Guillermo Del Toro.

1. LAURENT GARNIER
Fabric Presents Laurent Garnier
[ Fabric ]La nostra recensione

Un’opera monumentale composta per celebrare il venticinquesimo anniversario del Fabric di Londra. Un sublime album quadruplo che ogni amante di musica elettronica deve avere nella sua collezione. Quattro dischi, ottantadue brani, che percorrono quella parte della scena elettronica che comprende downtempo, urban, techno e house. Quasi sei ore di musica senza confini.


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