vittoria di carattere e gioco brillante
La Roma vince in casa contro il Como con l’ormai classico 1-0, giocando un’ottima partita soprattutto nel primo tempo, meritando pienamente la vittoria e conquistando tre punti fondamentali nella corsa all’Europa che conta.
Gasperini opera quattro cambi rispetto alla gara di giovedì in Coppa, anche a causa della squalifica di Çelik, e schiera la Roma con il consueto 3-4-2-1:
Svilar in porta; Mancini, Ndicka e Hermoso in difesa; Wesley, Cristante, Koné e Rensch a centrocampo; Soulé e Pellegrini alle spalle di Ferguson.
Le due squadre sono guidate da tecnici che fanno di pressing, manovra e gioco a viso aperto le caratteristiche principali delle loro idee di calcio. Sin dalle prime battute la partita appare molto tattica, con entrambe le formazioni pronte a pressare alto e ripartire, ma anche attente a non concedere spazi.
Dopo un quarto d’ora di sostanziale equilibrio, la Roma inizia a spingere con maggiore convinzione, soprattutto sulla corsia di destra con il duo Wesley–Soulé, particolarmente ispirato.
Anche Ferguson è molto mobile e dentro la partita e già al 6’ si mette in luce recuperando una palla a centrocampo, portandosi via due avversari e servendo Soulé, che però spreca malamente l’occasione.
Con il passare dei minuti la pressione giallorossa aumenta e la difesa del Como fatica a impostare il gioco, riuscendo raramente a superare la metà campo.
Al 25’ grande occasione per Wesley, servito da Soulé, ma il tiro del brasiliano termina alto sopra la traversa.
Al 30’ azione rocambolesca nell’area della Roma, con un presunto fallo su Ndicka: ne nasce un contropiede del Como con lo strappo di Diao, che sembra involarsi verso la porta, ma nel correre si fa male e Rensch recupera senza difficoltà.
Al 42’ splendida azione della Roma che porta Koné sul dischetto del rigore; dopo un contrasto tra due giocatori la palla arriva a Ferguson, libero di calciare, ma il suo tiro viene deviato da Baturina, che esulta come se avesse segnato.
Nonostante il predominio territoriale, la spinta costante e il buon gioco espresso, la Roma non riesce a sbloccare il risultato e, all’ultimo secondo dei tre minuti di recupero, rischia addirittura di andare sotto su una mischia in area, salvata da un’uscita tanto coraggiosa quanto efficace di Svilar. Si va al riposo sullo 0-0, un risultato bugiardo per quanto visto in campo.
Nel secondo tempo la partita riprende da dove era finita. La Roma continua a spingere, dominando sulle corsie e a centrocampo, con Koné e Cristante in stato di grazia.
I giallorossi esprimono un calcio fatto di pressione e verticalità, anche se al 53’ serve un altro intervento decisivo di Svilar, che in uscita evita un tap-in a colpo sicuro.
Il vantaggio sembra nell’aria e arriva quasi con Cristante: Pellegrini sfonda a sinistra e crossa per Soulé, che colpisce di testa prendendo il palo; sulla ribattuta Cristante segna, ma l’arbitro annulla per un evidente fuorigioco di Pellegrini.
Il gol è però solo rimandato e arriva al 60’: azione manovrata da sinistra a destra, Soulé serve l’accorrente Wesley che di destro lascia partire una rasoiata diagonale, millimetrica e imparabile. È 1-0 Roma.
Il Como inserisce forze fresche e comincia ad affacciarsi nella metà campo romanista; Gasperini risponde con l’ingresso di El Shaarawy per provare a colpire in contropiede sfruttando gli spazi lasciati dagli avversari.
Con il passare dei minuti cresce la pressione del Como, così come il nervosismo in campo: aumentano i falli e i cartellini gialli sventolati da un arbitro apparso ancora una volta il peggiore in campo.
Esce anche Soulé, sostituito da Bailey, sempre nell’ottica di cercare il raddoppio in ripartenza, ma il giamaicano incide poco.
Qualche brivido nel finale, anche in pieno recupero, ma la porta di Svilar resta inviolata fino al 96’, quando l’arbitro fischia la fine tra discussioni e tensioni che hanno caratterizzato gli ultimi minuti.
È una vittoria di enorme importanza per la Roma, non solo per i tre punti che mantengono i giallorossi al quarto posto, a soli tre punti dalla vetta, ma soprattutto per la prestazione offerta, in continuità con quanto visto giovedì scorso.
Nelle ultime due partite la Roma sembra un’altra squadra rispetto a quella opaca vista perdere con il Cagliari, segno evidente dei progressi del gruppo.
Il Como, considerato da molti la squadra del futuro e una delle sorprese positive del campionato, è stato messo alle corde, soprattutto nel primo tempo, da una Roma padrona del campo, consapevole della propria forza e della propria identità.
Koné e Cristante sono stati due dighe a centrocampo, Ndicka un muro in difesa, ben supportato da un Mancini nervoso ma combattivo e da Hermoso. Wesley, sulla destra, è stato semplicemente mostruoso.
Ora la Roma deve preparare la prossima sfida: a Torino contro la Juventus, uno scontro diretto che può valere una fetta importante di Champions League.
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