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Il Tre: «Sono caduto più volte. Oggi non voglio più far male a chi non lo merita. Una paura ce l’ho: rimanere da solo, non trovare una persona alla quale voler bene davvero»

Nell’ultima canzone, T’immagino, dice «Ti insegno a toglierti le ginocchiere». Insomma, rimuovere ciò che attutisce, per evitare l’apatia.
«Credo che spesso una persona si precluda qualcosa di bello per la paura di provare qualcosa di doloroso. Nelle ginocchiere c’è sicuramente la paura di cadere: quella strofa è anche un invito a fidarsi, “ti aiuto a togliere le ginocchiere, così se scivoli ti prendo io”».

C’è una caduta che l’ha segnata particolarmente?
«Più di una. Ciò che ho imparato è che non voglio più far del male a chi non lo merita, vestire i panni del carnefice, tra virgolette s’intende. In passato, quando ero più piccolo, mi prendevo meno le responsabilità: proprio grazie agli sbagli che mi hanno fatto cadere, oggi mi sento cresciuto, mi sento maturato. Un uomo che è pronto a prendersi le sue responsabilità».

Musicalmente, Anima Nera lo sente molto diverso rispetto ai suoi primi due album (Ali, 2001, e Invisibili, 2023)?
«Ho insieme la fortuna e la sfortuna di non avere un produttore fisso, quindi posso sperimentare tanti generi diversi, come piace a me. A differenza degli altri album, dove le tracce nascevano a casa mia, nel mio ambiente, in Anima Nera sono nate in studio, o magari in treno, più in generale fuori dalla mia comfort zone. È cambiato così il mio approccio alla scrittura: soprattutto nel mio primo disco, mi sentivo all’arrembaggio, oggi invece ho più punti di riferimento, scelgo le parole minuziosamente, ho imparato a mirare dove voglio colpire mentre prima sparavo un po’ alla cieca. Credo sia normale, crescendo impari a dosare e controllare ciò che senti dentro».

Di sicuro è il suo progetto più introspettivo, che vira verso il cantautorato. Tant’è che non ci sono featuring esterni. Eppure, le chiedo la sua collaborazione dei sogni.
«Potendo volare con la fantasia anche fuori dall’Italia, io sono molto fan di Machine Gun Kelly. Un altro rapper che seguo molto è NF, sono stato anche al concerto a Milano e mi è piaciuto live. Poi, sparando proprio in alto, il sogno sarebbe fare un pezzo con Eminem, o con Justin Bieber: artisti quasi inarrivabili, ma nella vita mai dire mai».

C’è una canzone o una barra di Anima Nera che ha una storia particolare? Un aneddoto curioso.
«Ero a Firenze in sessione con la mia band, avevo in testa di fare un pezzo rap aggressivo, cattivo, poi in realtà è nato tutt’altro. Non so neanch’io perché, ma mentre lavoravamo al beat della traccia, mi si è stampata in testa la frase “Francesca è una ragazza senza grilli per la testa”. Assurdo, la ripetevo in loop, e quando mi sono messo a scrivere una bozza di testo, ovviamente è uscita subito quella frase che mi rimbalzava nella mente, che tra l’altro a case normali non direi mai. E così è arrivata Francesca».


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