2 euro per proteggere il capolavoro
Roma, città eterna, città aperta a tutti… ma forse presto un po’ meno per i turisti. La Fontana di Trevi, uno dei simboli più amati della Capitale e gioiello del rione omonimo, potrebbe introdurre un ticket di ingresso da 2 euro per i visitatori stranieri e non residenti.
Una cifra simbolica, ma che secondo alcune stime potrebbe fruttare al Campidoglio circa 20 milioni di euro l’anno, destinati alla tutela e alla valorizzazione della fontana più grande di Roma.
Al momento, precisano dal Comune, si tratta solo di un’ipotesi di lavoro: nessuna decisione è stata ancora presa. I romani, naturalmente, continuerebbero ad accedere gratuitamente.
L’idea nasce anche dalla necessità di proteggere il monumento: già oggi, da circa un anno, l’area è contingentata a 400 visitatori alla volta, per evitare assembramenti e sovraccarico sul sito.
Il piano prevede la creazione di due corsie separate, una per i residenti e una per i turisti, con la possibilità di pagare il biglietto anche tramite carta di credito.
L’obiettivo non è solo economico: i fondi raccolti sarebbero destinati al miglioramento dei servizi e dell’esperienza turistica, contribuendo a salvaguardare il capolavoro tardo-barocco di Nicola Salvi, meta ogni anno di milioni di visitatori.
Solo nei primi sei mesi del 2025, la Fontana di Trevi ha visto oltre 5,3 milioni di visitatori, superando persino il Pantheon in tutto il 2024 (4.086.947 ingressi), un’affluenza che evidenzia quanto sia necessario proteggere e regolare l’accesso a uno dei luoghi più iconici del mondo.
L’ipotesi del ticket è sostenuta dall’assessore al Turismo e grandi eventi, Alessandro Onorato, e gode della condivisione dell’amministrazione comunale, ma al momento resta una proposta in discussione, senza date né decisioni definitive.
Da gennaio, dunque, chi vorrà lanciare una moneta nella fontana più famosa di Roma potrebbe dover mettere mano al portafoglio: due euro per ammirare un capolavoro, contribuendo al suo futuro. Una piccola cifra per un gesto che promette di fare la differenza.
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