Marche

cartucce trovate vicino ai giochi per i bimbi


PORTO RECANATI – Cartucce esplose da fucili da caccia abbandonate a terra, a pochi passi dai giochi per bambini e lungo i percorsi frequentati ogni giorno da sportivi, famiglie e appassionati della natura. È quanto emerso nel fine settimana all’interno dell’Oasi verde di Scossicci, di proprietà della Fondazione Opere Laiche Lauretane e Casa Hermes: un’area naturalistica a circa 200 metri dal lungomare, recentemente riqualificata e inserita in un percorso di tutela e valorizzazione ambientale che punta al riconoscimento come Riserva naturale regionale. 

 

L’intervento

«In attesa di arrivare alla costituzione formale – interviene il presidente della Fondazione con sede a Loreto, Federico Guazzaroni – abbiamo progettato e realizzato un reticolato di piste ciclabili a ridosso delle quali, per una fascia di circa 150 metri, non è consentita l’attività venatoria. Questo limita di fatto l’attività venatoria in quella zona. Ma al di là delle regole, che vanno sempre rispettate, è anche una questione di buon senso.

Nel punto in cui sono state lasciate le cartucce, vicino all’albergo-ristorante Miraconero e al vecchio guazzo da caccia oggi bonificato e dedicato al birdwatching, è presente uno spazio attrezzato dove giocano i bambini». Il rinvenimento si inserisce in un quadro progettuale che ha già compiuto passi formali rilevanti. Inaugurata a maggio 2025, l’Oasi è stata organizzata per integrare funzioni ecologiche, ricreative ed educative, attraverso percorsi pedonali e ciclabili immersi nella natura, bio-corridoi per fauna e flora, segnaletica ambientale, nidi artificiali per volatili, spazi di sosta e punti di osservazione degli uccelli nei pressi dei guazzi.

 

Il protocollo

A consolidare questo impianto è arrivato, il 27 novembre scorso, il protocollo d’intesa sottoscritto dalla Fondazione opere laiche lauretane e Casa Hermes con la Lipu, finalizzato alla tutela della biodiversità e alla promozione della cultura ambientale.

Un quadro complessivo che ha modificato le modalità di fruizione del luogo, oggi vissuto durante tutto l’anno da residenti, turisti e visitatori.

A segnalare l’accaduto, sabato, è stato un abitante della città mariana, che ha documentato con alcune fotografie condivise sui social la presenza dei bossoli, riaccendendo l’attenzione sulla sicurezza di uno spazio che nel tempo ha cambiato profondamente vocazione, diventando un riferimento per la fruizione lenta, il tempo libero e l’educazione ambientale.

«Capisco che sia inverno e che in passato si trattasse di un guazzo adibito alla caccia, ma oggi mi chiedo – si legge nel post – se sia ancora possibile cacciare in un luogo che è diventato un parco giochi per bambini. Nonostante le telecamere, non c’è stata neppure l’accortezza di raccogliere le cartucce». L’episodio è stato portato all’attenzione dei carabinieri forestali. L’intera proprietà è dotata di un sistema di videosorveglianza che potrà fornire elementi utili a risalire ai responsabili. Già alcune settimane fa un’altra residente aveva denunciato movimenti notturni di cacciatori muniti di visori a luce rossa.




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