Società

Sarkozy racconta l’esperienza in carcere: «Non vedere Carla Bruni è stato insopportabile. Non sapevamo quanto sarebbe durata questa separazione forzata»

Poche settimane di reclusione sono bastate per ispirare una biografia lampo, Diario di un prigioniero, che Nicolas Sarkozy ha pubblicato il 10 dicembre, per edizioni Fayard. C’è da dire che il volume non è stato accolto con una reazione unanime: alcuni hanno apprezzato la trasparenza del politico, altri ne hanno criticato la volontà di apparire come vittima e di farsi rappresentate di una realtà, quella carceraria, vissuta solamente per pochi giorni e in condizioni decisamente privilegiate rispetto a un condannato comune. Vedi alla voce: telefono e tv in camera, possibilità di visite quotidiane di avvocato e famiglia, libri ed esercizio.

Parla Sarkozy: «Non sapevamo quanto sarebbe durata questa separazione forzata»

Diatribe a parte, Sarkozy ha raccontato con dovizia di particolari la sua incarcerazione nella struttura di La Santé, avvenuta il 21 ottobre, per una condanna a cinque anni per associazione a delinquere nel caso di finanziamento alla Libia. Dopo aver presentato ricorso, l’ex presidente della Repubblica francese è potuto tornare a casa, il 10 novembre, dopo che la Corte d’Appello di Parigi ha accolto la richiesta di scarcerazione sotto sorveglianza giudiziaria e alcune altre tutele, tra cui il divieto di lasciare il Paese. Esattamente un mese più tardi, il 10 dicembre, Sarzkozy ha pubblicato le sue memorie dell’isolamento, in cui si concentra sul supporto che gli ha garantito la moglie.

Quando, a fine ottobre, la famiglia Bruni-Sarkozy è stata raggiunta dalla notizia dell’arresto, il politico racconta che: «Le prime parole di Carla al risveglio furono ‘Che incubo! Cosa abbiamo fatto per meritare tutto questo orrore?’. Passò una notte terribile». Sarkozy ricorda che l’ex première dame aveva passato tutto il giorno stringendogli la mano, fino al momento di salire sul veicolo diretto a La Santé: «Carla era meravigliosa, come sempre. Tanto forte quanto intelligente”, confidò il marito. “Ma potevo percepire quanto fosse profonda la sua sofferenza fisica alla prospettiva della nostra separazione». Come spiega Sarkozy, dal giorno delle nozze, nel 2007, i due coniugi non hanno mai passato separati periodi prolungati: «In diciotto anni di matrimonio, non eravamo mai stati separati per più di due o tre giorni» e aggiunge «Non sapevamo quanto sarebbe durata questa separazione forzata. Qualche settimana? Qualche mese? Nessuno, nemmeno i miei avvocati, poteva o voleva speculare sulla questione».


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