Piemonte

Tabaccaio sparò e uccise ladro in fuga a Pavone Canavese, condanna ridotta in appello: 1 anno e 8 mesi


Non omicidio volontario ma colposo: per questo la Corte d’appello di Torino ha ridotto la pena per Marcellino Franco Iachi Bonvin, il tabaccaio che nel 2019 sparò e uccise un ladro che era entrato nel suo negozio a Pavone Canavese.

Gli stessi giudici del gioielliere di Grinzane

Condannato a 5 anni in primo grado, ora il collegio presieduto dalla giudice Cristina Domaneschi ha riqualificato il reato e inflitto una pena a 1 anni e 8 mesi, sospesa con la condizionale: “Siamo molto contenti perché, evidentemente, i giudici hanno riconosciuto che il tabaccaio è una persona buona e onesta, che ha agito a fronte della paura e del turbamento del momento” commentano gli avvocati dell’imputato, Mauro Ronco e Sara Rore Lazzaro, in attesa di leggere le motivazioni della sentenza fra trenta giorni.

Il collegio è lo stesso che ha confermato la condanna del gioielliere di Grinzane Cavour, Mario Roggero, riducendo la pena da 17 a 14 anni: “Non entriamo nel merito ma evidentemente, in questo caso, è stata accertato che non si è trattato di una vendetta ma solo di una difesa senza dolo, anche se forse eccessiva”, continuano i legali.

Il furto

Era la notte tra il 6 e il 7 giugno 2019 quando il tabaccaio uccise con un colpo di pistola Jon Stavila, 24 anni, un moldavo che stava rubando la macchinetta cambiamonete nel bar tabaccheria sotto casa sua insieme ad altri due complici.In un primo momento l’accusa era di omicidio colposo per eccesso di legittima difesa, primo caso dall’entrata in vigore della norma sulla legittima difesa voluta dall’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini, che aveva lanciato l’hashtag “Iostocoltabaccaio”. E qualche sera dopo quella tragedia, a Pavone, venne organizzata una fiaccolata a sostegno di Iachi Bonvin.

Le indagini

Inizialmente l’allora procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando, aveva aperto un’inchiesta per omicidio colposo e aveva indagato anche i due complici che quella notte avevano aiutato Jon Stavila. Uno dei due venne rintracciato tramite un mandato di cattura internazionale, ma con l’entrata in vigore della riforma Cartabia la posizione del complice era stata stralciata in quanto non venne mai presentata querela da parte dei titolari della tabaccheria.

Nel frattempo due perizie balistiche ricostruirono due fatti diversi. La prima, richiesta dalla procura, afferma che il colpo mortale a Jon Stavina venne esploso dall’alto verso il basso, verosimilmente dal balcone di casa. La seconda, una consulenza chiesta dalla difesa, dice che un primo colpo venne effettivamente esploso da quella posizione, ma che il proiettile mortale venne sparato al piano terra, quando il tabaccaio si sarebbe trovato a tu per tu con il ladro. La giudice dell’udienza preliminare in primo grado, Valeria Rey, diede credito alla prima ricostruzione e decise per la condanna per omicidio volontario: “Sono sempre stato tranquillo perché sono convinto di essermi soltanto difeso. Come fecero mio papà e mio nonno” aveva commentato l’imputato dopo la sentenza di primo grado. Presente anche oggi in tribunale a Torino, Iachi Bonvin ha scelto di non rilasciare dichiarazioni.


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