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Notre Dame de Paris torna in scena nei teatri, a quasi 25 anni dalla prima volta. Riccardo Cocciante: «Questo spettacolo è un miracolo. Resiste ai tempi parlando di diversità»

Notre Dame de Paris è sempre stata un ibrido musicale, e Cocciante lo rivendica con naturalezza. «È un’opera popolare, sta un po’ in mezzo. La musica attraversa tutto lo spettacolo, non fa solo da cornice. L’abbiamo costruita come si fa con una canzone, per raccontare una storia in modo diretto». E la semplicità, qui, non è un limite: «Deve comunicare sentimenti e emozioni. Anche i più giovani la recepiscono ancora bene».

La trama è nota e continua ad avere un’eco molto contemporanea. Siamo nella Parigi tardo-medievale descritta da Victor Hugo: il campanaro Quasimodo, emarginato e cresciuto all’ombra della cattedrale; Esmeralda, giovane zingara libera e inconsapevolmente incendiaria; Frollo, arcidiacono tormentato da un desiderio che non controlla; Phoebus, il soldato che promette più di quanto mantiene. Amore, rifiuto, ossessione e paura dell’altro: tutto si muove attorno alla figura di chi vive ai margini e prova comunque a trovare il proprio posto nel mondo. Ed è proprio questo che, secondo Cocciante, rende l’opera ancora urgente. «Notre Dame parla di diversità, di cosa significa non rientrare in un’etichetta. Quando l’abbiamo scritto in Francia si discuteva molto di clandestinità. Oggi quei temi sembrano ancora più attuali. Vivere quando non si è come gli altri resta complicato».

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Per Cocciante, l’universo dello spettacolo è un luogo sospeso. «Si entra in un mondo che non è collocato in un tempo preciso. A me interessa la diversità anche nella musica: quando qualcuno porta qualcosa che non assomiglia al resto. Questa è sempre stata la forza di Notre Dame». Lui stesso si sorprende della longevità del progetto: «Non avrei immaginato di arrivare a questa età con l’opera ancora in scena, praticamente identica. È raro, in un periodo in cui tutto cambia molto velocemente». Raro, sì. Ma non fragile. Oggi lo si è capito bene: Notre Dame de Paris continua a camminare sulle sue gambe, con la stessa semplicità con cui è nata. E con la stessa capacità di parlare a chi – almeno una volta nella vita – si è sentito fuori posto.

Date e biglietti sono disponibili qui.


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