Adelfia celebra Santa Lucia, da 50 anni grazie allo spazzino Arcangelo
È il 1974. Arcangelo De Palo sta svolgendo, come sempre all’alba, il suo mestiere di spazzino in via Valenzano, nel quartiere Montrone di Adelfia. Eppure un giorno il suo turno di lavoro viene attraversato da una luce diversa, accecante, proveniente da una statua in cartapesta raffigurante Santa Lucia, destinata al macero. Un uomo vuole disfarsi di quel simulacro usurato quando si imbatte in Arcangelo, profondamente legato già da tempo al culto della martire protettrice della vista. Il netturbino adelfiese sente, così, nel cuore il bisogno di prendersi cura della statua e promette al proprietario di restaurarla e che ogni anno, da quel momento, il 13 dicembre saprà celebrarla con devozione nel vicolo di casa sua.
Nasce oltre 50 anni fa la promessa di Arcangelo De Palo che ha dedicato tutta la sua vita a prendersi cura della statua di Santa Lucia, preoccupandosi con la sua famiglia del restauro periodico del manufatto sacro, custodendolo durante l’anno in una nicchietta costruita sulla facciata della sua dimora in largo cantone di Montrone, per poi riporla su un altarino in legno il giorno della festa e adorarla insieme ai tanti fedeli del paese. Arcangelo oggi non c’è più, ma i suoi figli e nipoti portano avanti la tradizione, celebrando la protettrice degli occhi a suon di tamburi e fuochi pirotecnici, e organizzando la sera del 13 dicembre una deliziosa sagra di quartiere.
“Papà era molto conosciuto e benvoluto in città, faceva le cose in grande. – racconta Grazia De Palo a Telebari – Riusciva a far arrivare qui le bande da ogni parte della Puglia per omaggiare la nostra statua di Santa Lucia. Viveva per organizzare questo evento, iniziando a girare di casa in casa già mesi prima per raccogliere le offerte e sostenere i costi dei musicisti e della stampa delle figurine della santa. La nostra famiglia, assieme ai concittadini fedeli, si è sempre occupata di tutto, provvedendo alle spese della festa, senza il patrocinio del Comune o della Chiesa, nel ricordo e rispetto del voto fatto da papà”.
Grazia si commuove ricordando quanto amore ci mettesse suo padre nel definire ogni minimo dettaglio dell’evento, dalla ricerca della legna per il grande falò, ai pentoloni per cucinare i legumi e friggere le pettole, all’allestimento dell’altare, fino alle luminarie natalizie per abbellire la strada. “Anche quest’anno, come sempre, stasera, dalle ore 18:30, siamo pronti ad accogliere tutti come vorrebbe papà: pregheremo, cucineremo e ci divertiremo insieme in onore di Santa Lucia. Ricordo quando da bambini aspettavamo questo giorno per vedere tutto il paese riunito sotto casa nostra. Santa Lucia ha portato la luce nella nostra famiglia e nella nostra comunità; festeggiamo nel suo segno e per non dimenticare lo sguardo felice di mio padre, Arcangelo, quell’umile spazzino devoto che da solo è riuscito a creare questa straordinaria tradizione”.




