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L’Onu vuole Di Maio come coordinatore speciale per il processo di pace in Medio Oriente

Luigi Di Maio, attuale rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo Persico, sarebbe in pole position per ottenere un importante incarico internazionale alle Nazioni Unite. A riportarlo è il Foglio spiegando che “il ruolo in palio è quello di coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente (Unsco), carica che comprenderebbe anche la nomina a vicesegretario generale dell’Onu (la posizione ha base a Gerusalemme)”. Senso del ruolo, scrive il giornale, è quello di “coordinare le varie entità che si occupano nelle Nazioni Unite del futuro di Israele e dei territori palestinesi e supportare l’implementazione del Piano Trump”. Di Maio, conclude l’articolo. “è stato contattato dalle Nazioni Unite poche settimane fa. Le parti coinvolte nell’operazione hanno già dato parere positivo, compreso il governo italiano. La procedura è ancora in corso”.

Martedì 16 dicembre, intanto, gli Stati Uniti ospiteranno a Doha una conferenza con i Paesi partner per pianificare la Forza internazionale di stabilizzazione (Isf) per Gaza. Lo riporta il sito di Reuters citando due funzionari statunitensi. Secondo Reuters più di 25 Paesi invieranno rappresentanti alla conferenza, nella quale ci saranno incontri sulla struttura di comando e altre questioni relative alla forza di Gaza.

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Citando funzionari Usa, sul proprio sito Reuters riferisce poi che un team delle operazioni speciali Usa è salito a bordo di una nave nell’Oceano Indiano lo scorso mese e ha sequestrato articoli a uso militare diretti in Iran dalla Cina, in una rara operazione di interdizione in mare volta a impedire a Teheran di ricostruire il proprio arsenale militare. La nave si trovava a diverse centinaia di miglia dalla costa dello Sri Lanka quando gli uomini delle unità speciali sono saliti a bordo e hanno confiscato il carico, lasciando poi proseguire il viaggio del mercantile. Gli Stati Uniti avevano seguito la spedizione. Il raid, precedentemente non reso pubblico, fa parte di uno sforzo del Pentagono volto a interrompere gli approvvigionamenti militari clandestini della Repubblica Islamica, dopo che Israele e gli Stati Uniti hanno inflitto gravi danni alle sue strutture nucleari e missilistiche durante un conflitto di 12 giorni a giugno. È la prima volta negli ultimi anni che si viene a sapere che l’esercito statunitense ha intercettato un carico di origine cinese diretto in Iran. Il nome della nave e del suo proprietario non sono stati determinati.


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