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Ucraina, Trump: «Zona economica libera nel Donbass funzionerebbe». Witkoff atteso a Berlino

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L’inviato Usa Steve Witkoff incontrerà questo fine settimana a Berlino i leader europei e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un appuntamento cruciale mentre la Casa Bianca spinge per un accordo che ponga fine alla guerra con la Russia entro la fine dell’anno

Kim, «soldati nordcoreani in Russia per sminamento, 120 giorni nel Kursk»

Kim Jong Un parla per la prima volta dell’invio di soldati nordcoreani nel Kursk, in Russia, per operazioni di “sminamento”. Il leader nordcoreano si è pronunciato sul ritorno di un reggimento del Genio, che ha subito la “straziante perdita di nove vite” nel corso dei “120 giorni” di missione iniziata “ad agosto” nel “pericoloso campo di battaglia”. E lo ha fatto, secondo quanto riferisce stamani l’agenzia nordcoreana Kcna, durante un discorso tenuto ieri in occasione di una cerimonia a Pyongyang per il ritorno dei militari in patria. “Tutti voi, ufficiali e soldati, avete dato prova di grande eroismo”, ha detto Kim, parlando del “miracolo”, della “trasformazione di un’ampia area da zona pericolosa a territorio sicuro in meno di tre mesi”. Immagini diffuse dai media nordcoreani mostrano Kim sorridente circondato da soldati, alcuni sulla sedia a rotelle. Nel discorso riportato dalla Kcna c’è un riferimento del leader nordcoreano a “lettere scritte” dai “soldati” durante “le pause nelle operazioni di sminamento” e inviate “alle loro città e località d’origine”. Solo lo scorso aprile la Corea del Nord ha confermato di aver dispiegato truppe a sostegno delle forze russe impegnate nel conflitto innescato dall’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, avviata più di tre anni fa. Secondo l’intelligence sudcoreana sono migliaia le truppe nordcoreane che sono state impiegate.

Questa foto scattata il 12 dicembre 2025 e diffusa dalla Korean Central News Agency (KCNA) ufficiale della Corea del Nord il 13 dicembre mostra il leader nordcoreano Kim Jong Un che accoglie i soldati del 528° Reggimento del Genio dell’Esercito Popolare Coreano, tornati da un dispiegamento all’estero nella regione russa di Kursk durante la guerra di Mosca con l’Ucraina, davanti alla Casa della Cultura del 25 aprile a Pyongyang. (Foto di KCNA VIA KNS / AFP) / Corea del Sud

Esplosioni in raffineria di petrolio russa a Saratov

Nella notte del 13 dicembre, nell’oblast’ di Saratov, in Russia, si sono verificate delle esplosioni durante un attacco con un drone a una raffineria di petrolio. Lo rende noto il quotidiano ucraino ’Kyiv Independent’.

Il governatore della regione, Roman Busargin, ha dichiarato su Telegram che le infrastrutture civili sono state danneggiate e che ci sono state vittime, senza fornire dettagli sul numero. In precedenza aveva già avvertito della minaccia di un attacco con droni nella zona.

La raffineria di Saratov si trova nella Russia sudoccidentale, a circa 150 chilometri dal confine con il Kazakistan e a quasi 600 chilometri a est della linea del fronte in Ucraina. L’impianto, di proprietà del colosso petrolifero statale Rosneft, ha una capacità di lavorazione di circa 140.000 barili di greggio al giorno, producendo oltre 20 prodotti petroliferi, tra cui benzina, gasolio, olio combustibile e bitume.

Le forze ucraine hanno già preso di mira la raffineria questo autunno, con attacchi segnalati il 14 e il 28 novembre.

Russia, abbattuti 41 droni ucraini durante la notte

I sistemi di difesa aerea russi hanno intercettato e distrutto 41 droni ucraini sulle regioni russe durante la notte. Lo riferisce la Tass, riportando una nota del Ministero della Difesa. Ventotto velivoli senza pilota sono stati colpiti sul territorio della regione di Saratov, quattro sul territorio della regione di Voronezh, quattro sul territorio della regione di Rostov, due sono stati abbattuti sul territorio della regione di Belgorod, due sul territorio della Repubblica di Crimea e uno sul territorio della regione di Volgograd.


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