Umbria

Risorse da ridestinare per la sanità pubblica


La Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti ha concluso il giudizio sui rendiconti 2023 e 2024 della Regione Umbria, alla luce della sentenza n. 150/2025 della Corte costituzionale, che ha sancito l’illegittimità costituzionale del finanziamento ad ARPA contenuto nella legge regionale 9/1998. La Corte ha quindi rideterminato, relativamente al rendiconto 2023, l’importo del Fondo Sanitario Regionale per l’intera somma trasferita ad ARPA per tale annualità. Per quanto concerne il rendiconto 2024, nel parificare definitivamente lo stesso, la Corte ha stabilito che una quota dei trasferimenti destinati ad ARPA nel corso del 2024, pari a circa 8 milioni di euro, debba essere riattribuita al Fondo Sanitario Regionale.

Il Procuratore regionale, Antonietta Bussi, ha evidenziato: “La corretta destinazione delle risorse sanitarie rappresenta un presidio essenziale per la tutela dei diritti fondamentali. La vicenda del finanziamento ad ARPA dimostra quanto sia necessario perimetrare con rigore le spese riconducibili ai LEA, garantendo che ogni euro destinato alla salute risponda ai principi di efficienza, sostenibilità e rispetto delle norme costituzionali.” La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha espresso apprezzamento per il giudizio della Corte, i cui dettagli di applicazione tecnica dovranno essere attuati in conformità al dispositivo della sentenza che sarà formalizzato nei prossimi giorni, anche in base alle valutazioni di competenza del MEF rispetto alle modalità di ricollocazione delle risorse nel perimetro del Fondo Sanitario Regionale.

“Saremo pienamente impegnati nell’attuazione delle operazioni contabili necessarie – ha aggiunto la Presidente – e a dare piena attuazione alle nuove norme, in un quadro che consolida i nostri impegni per una sanità più efficiente, servizi più vicini ai cittadini e politiche pubbliche capaci di generare sviluppo. Guardiamo con ottimismo al futuro: stiamo costruendo un’Umbria più forte, più innovativa e più attenta ai bisogni della comunità, attraverso un vero patto con tutte le sue componenti sociali ed economiche.”


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