Puglia

Ramona Botta, campionessa barese di nuoto paralimpico e canto

Nel mito greco le sirene erano creature metà donna e metà uccello, nel tempo soprattutto nel folklore europeo, l’immagine cambia diventando metà donna e metà pesce. In entrambi i casi il loro canto, usato per attirare i marinai, viene raccontato come un richiamo irresistibile.

A Bari Ramona Botta, 20 anni, atleta paralimpica già tre volte medaglia d’oro nel campionato italiano 2023, 2024 e 2025 nella categoria non vedenti S11, premiata con targa nel 2023 a Palazzo di Città per aver raggiunto il record giovanile nella disciplina, incanta i social con la sua voce proprio come farebbe una sirena.

Piccolissima, perde la vista a causa di una meningite neonatale. Dopo le prime difficoltà, la sua famiglia formata da papà Nicola, mamma Margherita e dalla sorella Simona, impara a fare i conti con gli ostacoli quotidiani e il desiderio di superarli. Ma lei è un turbine di forza di volontà e passione. Timida e determinata, la sua risata è contagiosa. Abbandonato il nuoto: “Ho voglia di fare nuove amicizie – riferisce riservata – il nuoto è uno sport molto individuale ed io voglio battere la mia timidezza”, da pochi mesi è impegnata a frequentare all’Arena della Vittoria, un corso paralimpico di scherma grazie al Club Scherma Bari A.S.D., società che prepara atleti non vedenti che competono nella specialità della spada, dove Ramona oggi è l’unica donna in un gruppo di uomini. Le sue giornate sono piene di amore per lo sport e per la musica: “Entrambi mi rendono felice – racconta – mi sento libera di esprimere le mie emozioni”.

La musica è sempre stata presente nella sua vita, fin da piccola quando, facendo musicoterapia, imparava suoni e fonemi. Grazie a mamma Margherita che amorevolmente Ramona designa come la sua ‘taxista privata’, da dieci anni è iscritta alla scuola di canto il Pentagramma, dove prima nel coro delle voci bianche, diretto dal maestro Marco Giuliani, ora frequenta un corso di canto individuale con la coach Francesca Leone. Prima uno e poi l’altra hanno forgiato la voce di Ramona che ama dilettarsi a cantare le sue icone pop del cuore: Giorgia – il video su Facebook in cui canta “La cura” ne dimostra la bravura – Arisa, Fiorella Mannoia Noemi, Annalisa, Malika Ayane ma anche Ultimo e Tananai: “Per me la musica è vita – continua – attraverso lei esprimo tutte le mie emozioni, dalla rabbia alla felicità”.

Ma non è finita qua, con l’associazione Albatros – progetto Polo Pinto – specializzata nella promozione sociale delle attività subacquee per non vedenti e disabili motori, come veicolo culturale e di integrazione finalizzata al raggiungimento della massima autonomia motoria e percettiva, Ramona scivola negli abissi dei nostri mari raggiungendo ad oggi – grazie a svariati brevetti – una profondità di ben 27 metri. Alla domanda “Cosa vuoi fare da grande tra la cantante e la nuotatrice?” risponde con una energia che è tipica dei campioni: “Tutt’è due le cose. Ho tempo”.

Papà Nicola ci tiene a sottolineare che non è stato e non è tutto facile, la città di Bari offre poco; gli stessi semafori per non vedenti presenti in alcune aree principali della città, non funzionano e il bastone con cui ha imparato a camminare da sola sua figlia, non sempre le garantisce la sicurezza per via delle strade disastrate. A farle compagnia il suo cane Rubino, un meticcio che segue Ramona nelle passeggiate restandole a fianco fedelmente.

Che sia fisica o dello spirito, la forza è un elemento fondamentale per avere successo e raggiungere gli obiettivi che ci poniamo nella vita, senza di essa saremmo destinati a vivere passivamente, incapaci di fare le nostre scelte e in completa balia degli eventi. Come dicevano i latini, di fronte al più forte il debole si fa da parte e questa storia ne è la prova.

 

 




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