Calabria

Giovani e psicofarmaci in Calabria: l’ombra del Covid e le ricette falsificate

«Si sta vivendo un’emergenza sociale relativa alla salute mentale, ed è un dato consolidato che riguarda sia gli adulti che i minori». Va subito diretto al cuore della questione, messa in luce ieri dal nostro report, il dottore Nicola Pangallo, psichiatra reggino che evidenzia come questo aspetto, poco approfondito, negli adolescenti nasca da una pagina di storia mondiale molto ravvicinata.

«Il caso delle prescrizioni di psicofarmaci – ha aggiunto – è una realtà multifattoriale. Il primo aspetto fondamentale è che gli adolescenti di oggi sono i bambini che hanno vissuto in pieno la fase acuta della pandemia, un’esperienza traumatica. Penso ai ragazzi che ancora oggi attribuiscono al termine “positivo” un’accezione negativa, come se positivo sia un ammalato a rischio di morire». «Un secondo fattore è legato alle prescrizioni: – continua – c’è una maggiore sensibilità alla malattia mentale degli adolescenti, con la possibilità di utilizzare psicofarmaci che fino a qualche anno fa si pensava fossero esclusivamente legati all’età adulta. Paradossalmente, parlando di prescrizione, penso che sia un elemento di massima attenzione sanitaria».
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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