Roberto Benigni, piaccia o non piaccia, sa fare tv (a differenza di altri)
C’è stato un momento in cui Roberto Benigni appariva in televisione e l’Italia si fermava ad ascoltare quello che aveva da dire. È successo dopo la vittoria dell’Oscar per La vita è bella, quando Benigni ha dato prova di essere in grado di monologare in televisione offrendo degli spunti di riflessione capaci di fare la differenza – qualcuno ricorderà, per esempio, il suo speciale su Rai1 in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia e la discussione che ne seguì in Parlamento – smarcandosi dalla maschera dello sporcaccione impertinente che lo ha reso popolare diversi decenni prima. Da un po’ di tempo a questa parte, però, Roberto Benigni ha iniziato a essere divisivo: è successo da quando sono arrivati i social e molti hanno espresso perplessità non solo sulle sue competenze ma anche sulla sua urgenza di esprimere concetti riguardo questo o quell’altro argomento.
Roma : Trasmissione Il Sogno . Nella foto : Roberto BenigniImmagine fornita da Ufficio StampaQuesta è una foto privata pubblicata sui social network o su media televisivi fornita da questa Agenzia. L’Agenzia non rivendica alcuna proprietà, incluso ma non limitato al copyright o alla licenza del materiale allegato. Le tariffe addebitate da questa Agenzia sono solo per i servizi dell’Agenzia e non trasmettono, né intendono trasmettere all’utente, alcuna proprietà di copyright o licenza sul materiale. Con la pubblicazione di questo materiale l’utente accetta espressamente di indennizzare e tenere indenne l’Agenzia e i suoi amministratori, azionisti e dipendenti da qualsiasi perdita, reclamo, danno, richiesta, spesa (comprese le spese legali), o qualsiasi causa di azione o accusa nei confronti dell’Agenzia derivante da o connessa in qualsiasi modo alla pubblicazione del materiale/ ipa-agency.net
Indipendentemente dai gusti personali è chiaro, però, che Roberto Benigni il suo lavoro lo sa fare molto bene, e il suo speciale su San Pietro andato in onda il 10 dicembre su Rai1 dai giardini del Vaticano lo ha confermato. Parlare ininterrottamente per un’ora e mezza scegliendo le parole giuste e riuscendo a catturare l’attenzione del pubblico in un momento storico in cui riusciamo a malapena a concentrarci su un video di 15 secondi su TikTok è a dir poco straordinario, e anche se Roberto Benigni non ci piace dovremmo rendergli atto di essere uno dei pochi aedi contemporanei capaci di costruire uno spettacolo basato sulla dialettica. Guardare Benigni che parla, gesticola, si concede le pause al momento opportuno e prima guarda dritto in camera e poi dritto il pubblico come se volesse accertarsi di essere seguito e non abbandonato è un esercizio televisivo e comunicativo bellissimo e oltremodo potente.
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