Quattro ore in bus per curare il cancro al seno, 20mila firme per la petizione
Ha raggiunto 19’821 firme la petizione di alcuni cittadini ai rappresentanti della Regione per trovare una soluzione alla chiusura di un presidio sanitario oncologico. Le sedi di chirurgia per il cancro al seno di Tolmezzo e San Daniele, singolarmente, non raggiungono i numeri minimi, secondo il sistema di conteggio dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali: Asufc vuole quindi accorparle nella seconda struttura. Oggi i promotori della petizione sono stati ricevuti da un gruppo di consiglieri regionali, tra cui Furio Honsell e Serena Pellegrino (Alleanza verdi sinistra) e Massimo Mentil (Partito democratico).
Il problema: raggiungere il luogo delle cure

Il problema era già emerso a luglio, quando già si parlava del problema delle lunghe percorrenze per raggiungere Tolmezzo con i mezzi pubblici. Una delle richieste chiave è proprio di trovare “strategie e misure compensative per bilanciare il disagio della popolazione, in particolare relativamente al tema dei trasporti”, nell’attesa che la Giunta cerchi un compromesso con il governo per rimuovere l’ostacolo burocratico.
Quattro ore sul bus per curare il cancro al seno
Non c’è, infatti, una tratta diretta tra molte zone dell’Alto Friuli e l’ospedale Sant’Antonio. Dalla Carnia all’ospedale di Tolmezzo, ad esempio, si impiegano tra i 21 e i 27 minuti, un trasporto che comunque passa ogni due ore. Il tragitto minimo sui trasporti per San Daniele, invece, è di 55 minuti tra un regionale e una corriera; quello massimo sale a due ore e otto minuti, prendendo due linee extraurbane, senza contare il ritorno. Situazioni simili e talvolta peggiori sono quelle dei trasporti dalla Val Canale e da Canal del Ferro.
Niente numeri minimi, ma sono gli stessi chirurghi
“Fino a un anno fa – spiega Silvia Cotula, presidente dell’associazione oncologica Alto Friuli –, l’intervento veniva eseguito dagli stessi chirurghi in entrambe le sedi del presidio sanitario unico San Daniele-Tolmezzo; attualmente, invece, l’intervento viene eseguito solo a San Daniele”. Alla base della decisione di accorpare gli interventi in una sola sede i numeri: i due plessi, separati, “non raggiungono il numero annuo di operazioni richieste a garanzia della sicurezza dei pazienti – continua –, sebbene ad operare siano gli stessi chirurghi”. Il problema, sostiene, potrebbe ripetersi anche per altri motivi di ricovero analoghi. “Al momento è ancora possibile la presa in carico pre e post intervento a Tolmezzo, ma la chirurgia avviene a San Daniele”, conclude la presidente del comitato Associazione nazionale donne operate al seno di Tolmezzo, Sonia Piller Roner.
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