Sport

A due mesi da Milano-Cortina apre il laboratorio antidoping da 25 mila campioni l’anno

Un gioiello per tecnologia e capitale umano. La nuova sede del laboratorio antidoping italiano, che servirà anche le Olimpiadi di Milano-Cortina, sorge alla periferia est di Roma, vicino all’Università di Tor Vergata. Una cattedrale di sapienza e avanguardia in una zona suburbana della città dopo che la vecchia sede all’Acqua Acetosa era stata giudicata non idonea. Inaugurato oggi (con taglio del nastro dei ministri dello Sport Carlo Abodi e della Salute Orazio Schillaci, presente il presidente di Nado Italia, professor Fabio Pigozzi), dovrà ricevere il timbro definitivo della Wada, l’agenzia mondiale antidoping, il 21 gennaio. Costruito in tempi record: 14 mesi. Grazie ai 17,2 milioni della legge di bilancio 2024 che Sport e Salute ha impiegato per riportare a vita un immobile in disuso che apparteneva allo stato (a Invimit, società detenuta dal Mef), riqualificando un’intera area suburbana. 3,2 milioni il prezzo d’acquisto, 9 per la rifunzionalizzazione, 5 i milioni investiti per arredi tecnici e attrezzature.

Il presidente di Nado Italia, professor Fabio Pigozzi, e il presidente della Fmsi, Maurizio Casasco

Il presidente di Nado Italia, professor Fabio Pigozzi, e il presidente della Fmsi, Maurizio Casasco 

Un palazzo specchiato (per evitare sguardi indiscreti) con una superficie interna di 2700 metri quadrati, 4 piani più due seminterrati, una capacità di processare fino a 25mila campioni in un anno (raddoppiata la potenzialità rispetto alla vecchia sede) e 200 al giorno con risultati in 24/48 ore, 35 le unità di personale tra tecnici, compresi i collaboratori di ricerca cui è dedicata un’importante parte della sua funzione. Tra i 30 laboratori antidoping accreditati al mondo, di cui 17 in Europa, “quello italiano è il più bello”, spiega a ragione il direttore scientifico, il professor Francesco Botré, una delle anime e un’eccellenza dell’antidoping nel nostro paese: “Abbiamo smentito Einstein che diceva ‘è meglio essere ottimisti ed avere torto piuttosto che pessimisti ed avere ragione’: noi siamo stati ottimisti e abbiano avuto ragione. Il 15 settembre abbiamo iniziato le attività e abbiamo già passato tre esami della Wada. Siamo capaci di rilevare la composizione di un granello di zucchero disperso in 161 piscine olimpioniche”.

Per le Olimpiadi la struttura verrà integrata con il supporto di otto direttori di altri laboratori nel mondo, oltre a una trentina di esperti internazionali e agli studenti di chimica farmaceutica dell’Università di Tor Vergata. Anche perché il laboratorio di attesta anche come centro di alta formazione specialistica a livello internazionale, producendo ed esportando nel mondo specialisti ormai di fama internazionale.

“Miracolo italiano”, lo definisce Casasco, presidente della Fmsi, che tiene a sottolineare l’importanza del contributo dei vari attori perché il laboratorio nascesse e fosse funzionante in tempo per i Giochi dopo che la vecchia sede in via dell’Acqua Acetosa era stata giudicata non idonea e mentre altri attori stranieri, a partire dalla Francia che ha ospitato le Olimpiadi l’anno scorso, premevano per accreditarsi: “Abbiamo lottato per arrivare in tempo, ma ce l’abbiamo fatta grazie a tutti quelli che ci hanno creduto: il ministro Antonio Tajani e il capogruppo di Forza Italia, Paolo Barelli, ai ministri dello Sport Abodi e della Salute Schillaci e a Sport e Salute. Grazie al governo abbiamo realizzato un’eccellenza strutturale e scientifica”.

“Un’impresa che per me equivale a quella fatta per la pista da bob per le Olimpiadi. Nessuno ci credeva e lo abbiamo fatto”, sottolinea il ministro Abodi. “Abbiamo scelto questo immobile a Torre Maura per valorizzare le zone meno centrali della città. Abbiamo ridato vita a un luogo che non ne aveva più da tempo e di cui nessuno si occupava. Pensavamo potesse essere un contributo alla comunità”. Per il ministro Schillaci, si tratta di “un centro di riferimento per la ricerca antidoping con apparecchiature di eccellenza, personale altamente specializzato che lavorerà per esami unici. E vedo con piacere che si dedicherà anche alla ricerca scientifica. Lavoriamo per uno sport pulito”.

Presenti anche i vertici di Sport e Salute, l’ad Diego Nepi e il presidente Marco Mezzaroma (“All’inizio ero scettico, ma tornare qui mi inorgoglisce perché questo posto è un esempio di ottimizzazione del risorse e il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, di ritorno dal vertice di Nuova Delhi: “Noi siamo e dobbiamo essere convinti di essere una eccellenza. Quest’istituto dà tranquillità agli sportivi e ai 14 milioni di italiani che fanno sport organizzati: chi bara è messo fuori. Questo laboratorio sarà una legacy che le Olimpiadi lasciano sul territorio”.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »