Qualità del rifiuto organico: promossi solo 39 comuni. Bocciata anche Perugia
di Chiara Fabrizi
Nel 2024 la qualità dei rifiuti organici è risultata “eccellente” o “buona” soltanto in 39 degli 83 comuni umbri in cui sono stati compiuti esami specifici. Lo si legge nel rapporto di Arpa che dal 2017 compie questa tipologia di analisi per verificare la presenza di materiale non compostabile nell’organico conferito dalle utenze domestiche e non, che per essere considerato di “eccellente” qualità non deve superare la soglia del 2,5 per cento, che sale al 5 per cento per essere definito di “buona”. Un risultato, questo, centrato soltanto da 39 comuni, tra cui Città di Castello, che tra i centri più grandi della regione realizza la migliore perfomance. Oltre soglia, ma comunque al di sotto del 10 per cento, quindi produttori di un compost di “media” qualità, molti tra i più grandi comuni dell’Umbria, a cominciare da Perugia e Terni, anche se quest’ultima fa registrare un lieve sforamento della soglia del 5 per cento. Ci sono poi cinque comuni in cui la quota di materiale non compostabile presente nell’organico supera addirittura il 10 per cento e quindi consegnano un rifiuto organico di “scarsa” qualità, tra questi il più popoloso è Spoleto col 12 per cento.
I risultati del 2024 pubblicati da Arpa sono frutto del monitoraggio compiuto sui rifiuti attraverso «294 analisi complessivamente compiute nel corso dell’anno, di cui 206 effettuate sui rifiuti in ingresso negli impianti di compostaggio e 88 effettuate dai gestori della raccolta nei siti di conferimento». Tuttavia «il set di dati» su cui Arpa ha tirato le fila della qualità del compost in Umbria è «costituito da 272 analisi» a seguito dell’esclusione sia di alcune «analisi compiute su rifiuti provenienti dall’impianto di stoccaggio di Ponte Rio» che di quelle «effettuate su campioni di peso inferiore a 100 kg».
Il risultato finale segnala che in 11 degli 83 comuni dell’Umbria al centro del monitoraggio la qualità dell’organico è eccellente, perché la presenza di materiale non compostabile è inferiore al 2,5 per cento; in altri 28 è comunque entro la soglia del 5 per cento, quindi di “buona” qualità. Dopodiché ce ne sono 32 con una quota di materiale non compostabile tra il 5 e il 7,5 per cento e altri 7 con una presenza tra il 7,5 e il 10 per cento, che hanno quindi conferito un compost di qualità “intermedia”. Infine, i restanti 5 che sono andati oltre il 10 per cento, consegnando un rifiuto organico di qualità “scarsa”. In questo quadro, il rapporto di Arpa mostra come, dopo il progressivo peggioramento registrato nel triennio del Covid 2020-2022, negli ultimi due anni sia al contrario cresciuto il numero dei comuni umbri che producono compost di qualità eccellente e buona.
Quindi i risultati dei comuni più grandi: Perugia 8,8 per cento di materiale non compostabile presente nei rifiuti organici con 30 analisi eseguite; Terni 5,5 per cento con 13 analisi; Foligno 7,8 per cento con 4 analisi; Città di Castello 5 per cento con 4 analisi; Spoleto 12 per cento con 4 analisi; Gubbio 4,7 per cento con 4 analisi; Assisi 3,8 per cento con 9 analisi; Todi 5,1 per cento con 3 analisi; Corciano 2,4 per cento con 4 analisi; Bastia Umbra 8,8 con 3 analisi; Narni 3,1 per cento con 3 analisi; Orvieto 6,4 per cento con 4 analisi; Amelia 2,7 per cento con 4 analisi; Umbertide 5,6 per cento con 4 analisi; e Magione 1,7 per cento con 4 analisi.
Se la maglia nera tra i centri più grandi va a Spoleto, il compost di qualità più scarsa è stato trovato in un piccolo comune sempre dell’ambito 3: si tratta di Castel Ritaldi che, seppur con una sola analisi di rifiuto all’attivo, ha fatto rilevare la presenza del 16,2 per cento di materiale non compostabile presente nell’organico. All’opposto, invece, il migliore risultato arriva da Castiglione del Lago con l’1,4 per cento a fronte di 4 analisi.
Infine, il rapporto di Arpa sottolinea l’importanza dell’uso di sacchetti compostabili per raccogliere l’organico, chiarendo come bustine «non idonee incidano in modo molto significativo sull’assegnazione della fascia di qualità dei singoli comuni». In questo senso, p sempre il rapporto di Arpa a evidenziare che «se si escludesse dal computo la frazione dei sacchetti non indonei, ipotizzando la correzione di questa modalità di conferimento, si avrebbe sul 2024 il miglioramento di una fascia di qualità per almeno 27 comuni, portando a 66 il numero dei comuni con un rifiuto organico di buona qualità».
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