Bisceglie, bancarotta fraudolenta e distrazione patrimoniale
I beni strumentali dell’azienda erano stati distratti da una storica impresa locale operante nello stesso settore merceologico già posta in liquidazione giudiziale dal Tribunale di Trani. Per questo l’intero compendio aziendale di una società biscegliese operante nel settore della produzione di prodotti da forno è stato sequestrato.
I finanzieri, in particolare, hanno approfondito origine e veridicità di alcune operazioni realizzate dalla società in liquidazione giudiziale per la pendenza di ingenti debiti erariali mai onorati. “Le investigazioni condotte – spiegano dalle Fiamme Gialle – hanno consentito di ricostruire un articolato meccanismo di distrazione di beni dalla società dissestata a una nuova realtà aziendale, attraverso la cessione a un proprio dipendente di tutti i macchinari industriali, quale oggetto/valore, transato, per chiudere una falsa controversia di lavoro. Apparecchiature e altri beni che il dipendente ha poi fatto confluire nella nuova impresa, mantenendo la stessa sede operativa della fallita, lo stesso marchio e gli stessi segni distintivi”.
La tesi investigativa della cessione simulata, quindi, è stata peraltro “supportata nel corso di una perquisizione condotta nell’abitazione dell’imprenditore dichiarato ‘fallito’ – spiegano ancora i finanzieri -, dove è stata rinvenuta documentazione riconducibile alla nuova società, rappresentata dal suo ex dipendente, evidentemente prestatosi, come ‘testa di legno’, per favorire la prosecuzione dell’attività della società fallita, nel tentativo di sfuggire ad eventuali contestazioni di bancarotta fraudolenta, obiettivo evidentemente non raggiunto per l’avvio di una indagine della Procura”.
A seguito del rinvenimento della documentazione aziendale che proverebbe l’amministrazione di fatto della nuova società per mano del rappresentante legale della fallita, quindi, i finanzieri hanno sequestrato d’iniziativa e in urgenza oltre 50 beni strumentali, in attrezzature e macchinari, per impedire che gli stessi potessero andare dispersi. Durante le perquisizioni, inoltre, “sono stati individuati anche due lavoratori ‘a nero’ che hanno confermato, in sede di intervista, di aver sempre ricevuto disposizioni dallo stesso amministratore di fatto”.
Oltre alla sospensione dell’attività imprenditoriale, all’esito delle indagini, “in capo ai due indagati sono state contestate ipotesi di reato, in concorso tra loro, di natura fallimentare e fiscale, ovvero la bancarotta fraudolenta e la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte”. Infine, “una terza persona, già legale rappresentante della neo costituita società, è stata denunciata per il delitto di impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, a causa dell’uso, nella produzione di prodotti da forno, dei macchinari distratti dalla società fallita”.



