È morta Sophie Kinsella, autrice del libro cult I love shopping
È stata la regina delle commedie romantiche contemporanee, la penna capace di rendere familiare un certo modo di ridere della vita e delle sue goffaggini. Con I love shopping, pubblicato in inglese come Confessions of a Shopaholic, da cui sono nati otto romanzi e un film, Sophie Kinsella aveva creato un fenomeno globale che ha definito un’epoca e un genere. Oggi la sua voce si spegne: la scrittrice è morta a 54 anni dopo una malattia.
A darne notizia è stata la famiglia, spiegando che Kinsella conviveva da anni con un glioblastoma, una forma aggressiva di tumore al cervello. Lo scorso anno la scrittrice aveva scelto di raccontarlo pubblicamente, spiegando come la scrittura fosse diventata per lei una forza, un appiglio quotidiano durante la terapia.
Con I love shopping (2000), Kinsella aveva dato vita a Becky Bloomwood, una eroina irresistibile e imperfetta, diventata in breve tempo un’icona pop: una giovane donna brillante e caotica, vittima di shopping compulsivo e delle sue insicurezze molto moderne. Oltre a vendere milioni di copie, la serie ha portato all’attenzione del pubblico un linguaggio nuovo, ironico e confidenziale, rivolto a una generazione (di donne, soprattutto), che si riconosceva nei suoi slanci, nei suoi errori, nei suoi entusiasmi.
Nella sua carriera Kinsella ha pubblicato più di 30 libri per adulti, bambini e adolescenti, vendendo oltre 45 milioni di copie. Le sue opere sono state tradotte in 40 lingue e in più di 60 Paesi, un impatto globale che poche autrici contemporanee possono vantare.
Prima del successo planetario ottenuto con lo pseudonimo Kinsella, era già apprezzata come Madeleine Wickham, autrice di romanzi corali e realistici. Ma è con la sua alter ego letteraria che ha trovato un tono più immediato, brillante e affettuoso, capace di creare un dialogo diretto con lettrici e lettori. L’ironia lieve, mai crudele, era il suo marchio di fabbrica. Una scrittura leggera e accogliente, profondamente pop.
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