il processo creativo in musica
Come si costruisce realmente un’idea musicale? Quali dinamiche, visibili e invisibili, accompagnano l’artista nella trasformazione di un’intuizione in un’opera compiuta? E, ancora: cosa significa oggi analizzare il “processo creativo”, in un’epoca in cui le pratiche artistiche dialogano sempre più con le scienze, la tecnologia, la memoria culturale e i linguaggi dell’improvvisazione?
Sono domande al centro dell’incontro Oggettivare e soggettivare: il processo creativo in musica, che si terrà giovedì 11 dicembre alle 18:30 presso l’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi (ICBSA) a Roma.
L’appuntamento, realizzato nell’ambito del progetto PNRR EAR – Enacting Artistic Research, nasce dal gruppo di lavoro del Conservatorio Santa Cecilia e rientra nel Work Package 2, dedicato alla cross-fertilization tra arti, patrimonio culturale e ricerca scientifica.
Una nuova stagione di studi sul processo creativo
Se per lungo tempo il processo creativo è stato ricostruito “a posteriori”, attraverso aneddoti o testimonianze, dagli anni Novanta in poi la ricerca internazionale ha inaugurato un approccio più sistematico, multidisciplinare e scientificamente fondato.
Negli ultimi vent’anni si è assistito alla proliferazione di metodi e prospettive: dalla modellizzazione cognitiva della composizione all’autoetnografia, dal dialogo tra musicologia storica e scienze empiriche alle pratiche artistiche che fanno dell’esplorazione sonora un laboratorio critico.
In questa cornice, l’appuntamento all’ICBSA offre quattro sguardi complementari, capaci di mostrare come il “fare musica” sia oggi un campo di ricerca che attraversa estetica, politica, archivio, corpo, tecnologia e memoria.
Il programma: tra performance, teoria e archivio sonoro
L’incontro sarà introdotto dal Prof. Roberto Giuliani, aprendo a una sequenza di interventi che alternano performance e lecture.
Emiliano Manna – In bilico tra mani e voce
Il repertorio per speaking pianist è al centro della performance del giovane dottorando del Conservatorio di Santa Cecilia. Nel suo intervento – come spiega la scheda di programma – il pianista diventa anche voce, rompendo il silenzio “istituzionale” dello strumentista classico e trasformando il recital in una micro-agorà in cui testi socialmente rilevanti si intrecciano alla musica. Il risultato è un’ibridazione che interroga le responsabilità comunicative dell’artista contemporaneo.
Carla Conti – La canzone popolare italiana come strumento di soggettività femminile
La lecture della docente e ricercatrice del Conservatorio Santa Cecilia ricostruisce il ruolo cruciale della canzone popolare nei movimenti femministi italiani degli anni Settanta.
A partire da esperienze come Le canzoni del disagio e Sorellanza, Conti mostra come il repertorio cantato sia stato un luogo di produzione di intersoggettività e consapevolezza politica, oggi ancora di sorprendente attualità.
Elisa Pezzuto – Elementi di analisi sul processo creativo nelle liriche da camera di Giovanni Sgambati
La musicologa e cantante, analizzando autografi e versioni editoriali conservati tra la Biblioteca del Conservatorio e la Casanatense, propone una raffinata esplorazione delle fasi del processo creativo di Sgambati: dagli abbozzi alle revisioni grafiche, fino ai modelli teorici classici (preparazione, incubazione, illuminazione, verifica). Uno studio che unisce filologia, psicologia della creatività e analisi musicale.
Leonardo Barbierato – Ox! Sulla dissoluzione dell’informazione (Studio I)
Chiude l’incontro una performance che unisce improvvisazione elettroacustica e materiali provenienti dagli archivi sonori dell’ICBSA. Come si legge nella descrizione ufficiale , Barbierato crea un ambiente sonoro ambiguo, in cui passato e presente si confondono, generando una forma di hauntologia: il suono d’archivio “infesta” il presente, mentre l’improvvisazione ne riattiva senso e memoria.
I protagonisti: ricerca, performance e sguardi multidisciplinari
Tutti gli artisti coinvolti condividono percorsi di ricerca che intrecciano pratica e teoria. Manna esplora le potenzialità politiche dello speaking pianist; Conti lavora da anni sui rapporti tra musica e studi di genere; Pezzuto unisce ricerca musicologica e vocalità; Barbierato sviluppa una ricerca che intreccia suono, ecologia post-umana e marginalità.
Le loro biografie, riportate nei materiali allegati , compongono un quadro che riflette perfettamente gli obiettivi del progetto EAR: superare le barriere disciplinari e promuovere una nuova “ricerca artistica” capace di interrogare il presente.
Un luogo simbolico: l’ICBSA tra memoria e sperimentazione
Non è casuale la scelta dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi come sede dell’incontro. Ex Discoteca di Stato, l’ICBSA custodisce una delle più grandi collezioni sonore d’Europa, ed è oggi un punto di riferimento per la valorizzazione del patrimonio sonoro e audiovisivo italiano. La presenza di materiali d’archivio nella performance di Barbierato riafferma il ruolo centrale dell’Istituto come laboratorio di creazione contemporanea, oltre che come presidio della memoria culturale.
Un’occasione per ripensare il “fare musica” oggi
Oggettivare e soggettivare non è solo un titolo suggestivo: indica un movimento duplice, che attraversa tutta la ricerca contemporanea. Significa osservare la creazione artistica con strumenti analitici e critici, ma anche riconoscere la dimensione irriducibilmente soggettiva, incarnata, politica e situata del gesto creativo.
L’incontro dell’11 dicembre offre al pubblico, agli studiosi e agli artisti uno spazio per esplorare questa tensione, mostrando come la musica – tra storia, tecnologia, archivio e performance – continui a essere uno dei luoghi privilegiati in cui interrogare il rapporto tra individuo, comunità e mondo culturale.
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