L’arte di sognare diventa cooperativa sociale in Umbria
di Stefania Supino
Una realtà giovane, nata da piccole idee e un tema centrale: l’educazione della disabilità. Il sogno di giovani ragazzi di poter, in piccola parte, cambiare una comunità. È questa l’identità de L’arte di sognare, cooperativa sociale che oggi opera in Umbria e in altre regioni limitrofe con progetti dedicati alla disabilità, alla partecipazione territoriale e all’espressione artistica.
Disabilità L’idea de L’arte di sognare nasce nel 2021 dall’iniziativa di quattro ragazzi poco più che maggiorenni, uniti dalla volontà di creare una realtà imprenditoriale capace di generare un reale impatto sociale. «La disabilità è un tema incredibile perché è gigantesco ed è presente nella vita di ognuno. Però, allo stesso tempo, è un tema che sparisce» spiega Leonardo Ciaccioni, fondatore della cooperativa. Dopo i primi anni come organizzazione informale e iniziative create «dal basso», nel gennaio 2025 diventa ufficialmente una cooperativa sociale. Con il suo approccio educativo, L’arte di sognare oggi conta circa 10 collaboratori interni e numerose realtà locali con le quali lavorare.
Educazione Dagli eventi di sensibilizzazione, la cooperativa ha intrapreso poi un lavoro educativo e laboratoriale al fianco delle persone con disabilità. «Collaboriamo con numerosi centri diurni dell’Umbria e non solo – spiega Leonardo -, ci rivolgiamo in particolar modo a persone con disabilità cognitiva e disturbi dello spettro autistico. Con loro realizziamo percorsi di arte e teatro-terapia, grazie ai quali i partecipanti imparano a esprimersi attraverso la recitazione, musica, pittura e altre forme creative». La cooperativa, nel corso degli anni, è diventata anche un punto di riferimento per indagini e ricerche sul territorio, realizzate per enti del terzo settore: per Avis una ricerca sul rapporto dei giovani con la donazione del sangue e un’indagine sul ‘dopo di noi’ per una cooperativa che opera con persone con spettro autistico nel Comune di Orvieto.
Evento Uno degli ultimi appuntamenti della cooperativa è stato Ritratti di inclusione, in programma lo scorso 6 dicembre al Teatro degli Avvaloranti di Città della Pieve. L’evento, attraverso i lavori dei ragazzi coinvolti nei laboratori, è stato un contenitore di espressioni artistiche diverse in cui ogni partecipante ha portato sul palco ciò che desiderava. La scelta del teatro come location perché «non vogliamo che il pubblico sia uno spettatore passivo – conclude Leonardo -, ma che diventi parte attiva del processo educativo su cui lavoriamo al fine di abbattere le barriere e le percezioni distorte».
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