Calabria

Strongoli, le pressioni sul Comune e le strategie per favorire il clan Giglio

Le indagini hanno fatto emergere «quanto l’amministrazione comunale di Strongoli sia permeata dell’influenza della cosca Giglio, che, attraverso professionisti e società compiacenti, monopolizza il settore dei lavori pubblici dell’ente». Così la Guardia di Finanza di Crotone nell’informativa di marzo scorso finita agli atti dell’inchiesta della Dda di Catanzaro sulle presunte ingerenze del clan capeggiato dal boss Salvatore Giglio sul Comune di Strongoli. Dalle investigazioni è scaturito il procedimento che vede sotto accusa 11 persone – tra attuali ed ex amministratori, tecnici e imprenditori – sulle quali pende una richiesta di rinvio a giudizio della Dda. Rischiano il processo: l’attuale assessore Francesco Costantino (34 anni); l’ex sindaco Sergio Bruno (59); l’ormai ex responsabile dell’ufficio tecnico, Luigi Salvatore Beninca (57); gli imprenditori Salvatore Benincasa (44), Mario Martino (51) e Alfonso Della Corte (68); i professionisti Pasquale Barbuto (47), Mariolina Pastore (48), Tommaso Gallo (40), Vincenzo Lucente (53) e Ferdinando Greco (39).
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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