Sega le sbarre ed evade calandosi con le lenzuola: nel 2009 era già fuggito dal carcere Terni
Ha segato le sbarre della sua cella al carcere di Opera, a Milano, poi si è calato lungo il muro di cinta alto sei metri con delle lenzuola annodate. Un’altra fuga, l’ennesima per il 41enne Toulant Toma, condannato per traffico di armi, droga, furti e rapine. La prima evasione fu proprio dal carcere di Sabbione a Terni nel 2009.
Evasione dal carcere Domenica mattina, presumibilmente tra le 6 e le 7 del mattino, Toma è riuscito a farsi strada segando le sbarre della cella milanese, svanendo poi nel nulla. Non è chiaro se all’esterno della casa circondariale ci fossero dei complici ad aspettarlo. A chiarirlo potrebbero essere le telecamere del carcere, ora al vaglio delle forze dell’ordine. Come detto questa è solo l’ultima delle ‘fughe da film’ del 41enne da vari istituti del Paese e non solo. Ad esempio, nel febbraio del 2013, Toma riuscì ad eludere le misure del carcere di massima sicurezza di Parma con Valentin Frrokaj, coinvolto in un omicidio a Brescia nel 2007 e in un tentato omicidio in Albania. Toma fu trovato e arrestato in Belgio, ma anche da lì riuscì a fuggire nel giro di poco tempo. In quel caso, la sua latitanza durò quasi due anni.
Il commento «Questo ennesimo episodio, unito al dramma che si vive ogni giorno nelle prigioni, certifica ulteriormente il fallimento delle politiche penitenziare condotte dai governi almeno negli ultimi 25 anni, ivi compresi quelli più recenti», commenta Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa polizia penitenziaria ricordando che nel carcere di Opera 1.338 detenuti «sono stipati in 918 posti disponibili (sovraffollamento del 153%) e vengono gestiti, per com’è possibile, da soli 533 agenti, quando ne necessiterebbero almeno 811 (-34%). Una situazione oggettivamente insostenibile che, oltre a ledere i fondamentali diritti umani dei reclusi, mette a durissima prova gli operatori del Corpo di polizia penitenziaria».
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