Marche

un 16enne si rifugia in caserma, indagini in corso


PORTO RECANATI Urla, spintoni e ragazzi che si fronteggiano. Sabato pomeriggio il parco tra via Dante Alighieri e viale Europa si è trasformato in un ring. Intorno alle 17.30 una ventina di minorenni, tra i 14 e i 17 anni, divisi in due gruppi da una decina di ragazzi ciascuno, si sono affrontati in un parapiglia davanti agli occhi increduli di passanti e residenti.

  

 

La ricostruzione

Secondo le prime ricostruzioni, uno dei due gruppi si trovava già nel parco quando l’altro è arrivato per quella che inizialmente sembrava una semplice chiacchierata chiarificatrice.

Ben presto, però, il confronto è degenerato: sarebbero volati insulti pesanti, rivolti ai familiari, fino a far scattare la scintilla. È bastato un attimo e la situazione è precipitata. Nel giro di pochi secondi dalle parole si è passati alle mani. C’è anche chi avrebbe visto spuntare dei coltelli, che però non sono stati utilizzati.

L’origine del contendere, stando a quanto emerso, sarebbe legata alla difesa della sorella di uno dei ragazzi arrivati al parco, che pare fosse stata insultata da un componente del gruppo già presente nell’area verde. Il gruppo accorso per chiedere spiegazioni, però, avrebbe avuto la peggio. In mezzo alla confusione, un ragazzo di questo gruppo, un 16enne che era stato picchiato da alcuni coetanei, si è diretto di corsa verso la vicina caserma dei carabinieri, dove ha trovato riparo.

Proprio la fuga verso la stazione dell’Arma ha spinto tutti i protagonisti dell’episodio di violenza – sia italiani che stranieri – a darsela a gambe, facendo perdere le loro tracce. Il ragazzo che si è rifugiato in caserma è stato assistito e, in via precauzionale, sono intervenuti anche i sanitari del 118. Le verifiche sono ora in corso per ricostruire l’intera dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità. Un episodio che desta preoccupazione.

 

L’inchiesta

Da parte dei carabinieri l’impegno è massimo per fronteggiare il fenomeno della violenza tra i giovani. La scorsa estate i militari dell’Arma avevano sgominato una baby gang protagonista di minacce, umiliazioni e pestaggi.

La vicenda è finita all’attenzione del Tribunale dei minori e sei bulli dovranno andare a scuola e svolgere attività di volontariato per un anno. Sono stati loro stessi a chiederlo attraverso i propri avvocati e il giudice ha accolto la richiesta. Il procedimento era nato da una complessa indagine condotta dai carabinieri della stazione di Porto Recanati che in circa quattro mesi avevano ricostruito le azioni di diversi minorenni (tra i 14 e i 16 anni) diventati l’incubo di tanti adolescenti.




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